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La Sponda

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I ristoranti panoramici più belli d’Italia selezionati da Il Corriere: 3 sono del salernitano

Nella guida sui 10 ristoranti panoramici più belli d'Italia, tra le tavole d'autore spalancate sull'azzurro che coniugano le suggestioni del palato all'incanto di panorami mozzafiato, i anche La Sponda e La Pergola di Positano e Belvedere di Ravello

Spuntano anche tre locali della provincia di Salerno nella classifica nazionale de Il Corriere. Nella guida sui 10 ristoranti panoramici più belli d’Italia, tra le tavole d’autore spalancate sull’azzurro che coniugano le suggestioni del palato all’incanto di panorami mozzafiato, infatti, anche La Sponda di Positano. Lì "le grandi vetrate incorniciano il tramonto dietro la cupola in maiolica gialla e verde della chiesa dell’Assunta, mentre ombre colorate calano sulle scalinate, ripide come quelle a piuoli, e su quelle dimore in bilico su balconate di roccia, che tanto colpirono lo scrittore americano John Steinbeck: Non camminate, se andate a trovare un amico: vi arrampicate o vi calate, scrisse su Harper’s Bazaar nel maggio 1953. La Sponda è il vanto dell’hotel Le Sirenuse, dove scese lo stesso Steinbeck su consiglio di Alberto Moravia", si legge su Il Corriere.

Sempre a Positano, allori a La Pergola, "una sequenza ininterrotta di tavole con inquadrature da capogiro. Sono i 40 chilometri della Costiera Amalfitana che, nella sola Positano, concentra, tra gli altri, Zass e Carlino, salotti gourmet del San Pietro, gioiello Relais & Chateaux; Il Covo dei Saraceni dell’albergo omonimo; La Terra, atmosfere ruspanti in una casa colonica in pietra viva lungo il Sentiero degli dei. E poi La Pergola di Villa Tre Ville, già dimora di Franco Zeffirelli (e prima ancora dello scrittore russo Mikhail Semenov), oggi hotel di charme con 16 suite dai nomi degli amici più cari al grande regista, da Maria Callas a Leonard Bernstein, che qui scrisse la colonna sonora del film Fratello Sole e Sorella Luna (1972)". Infine, il Belvedere di Ravello, con "l’affaccio da vertigine del ristorante, fiore all’occhiello dell’Hotel Caruso (tutto archi normanni, affreschi settecenteschi, glicini e oleandri), in bilico sulla scogliera a 350 metri a strapiombo sul mare, dove l’occhio si tuffa dopo salti nell’azzurro sfiorando uliveti e giardini di limoni. Lo chef Mimmo Di Raffaele gratifica i sensi con sapori a chilometro zero: tonnarelli con ragù di bufala e pesto di limone della Costiera, pezzogna ai pomodorini di Corbara e, per i più golosi, pasticciotto napoletano con gelato al latte di mandorla".

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