La scuola dà voce ai risvegli dal coma: giornata speciale alla "Matteo Mari"

La dirigente scolastica Liliana Dell'Isola ha accolto Maria Vaccari, presidente dell'associazione "Amici di Luca". Il salernitano Raffaele Capone testimonial della giornata

Da sinistra: Vaccari, Avossa, Gambaro, Dell'Isola, Capone, Galdi

"Vengo bene nella foto?". Raffaele Capone, salernitano, 28 anni, si specchia con un pizzico di vanità nello schermo del telefonino. Oggi finalmente brinda alla vita e abbraccia la presidente di "Amici di Luca", Maria Vaccari, nei corridoi della scuola Matteo Mari. "Ti ricordi quando dormivo?", le dice riferendosi alla Casa dei risvegli di Bologna. Raffaele è il testimonial di una mattinata dalle emozioni forti. La scuola, infatti, grazie al paziente lavoro del dirigente, professoressa Liliana Dell'Isola, ha sposato e saputo trasmettere ai piccoli alunni informazioni sui risvegli dal coma, un tema che la preside definisce "delicato, complicato ma che va trattato, perché si può insegnare tutto a tutti, a patto che lo si faccia con l'approccio giusto". 

Non è semplice parlare di risvegli dal coma a bambini in grembiule blu. La scuola Matteo Mari l'ha fatto, s'è adoperata, ha trasmesso "il valore della speranza - prosegue Dell'Isola - attraverso il linguaggio che è caro ai fanciulli, cioè la poesia, il cartellone, il canto". E poi la testimonianza. Raffaele Capone a 19 anni era stato coinvolto in un terribile incidente stradale, a bordo della sua moto. "Ricordo ancora il giorno in cui il papà arrivò a Bologna raccontandoci il dramma che stava vivendo mentre Raffaele già veniva trasportato all'ospedale Maggiore", dice Maria Vaccari. Dopo sei mesi di coma, Raffaele si è svegliato.

"Occhio, però, a considerare il risveglio alla stregua della Bella Addormentata che torna in vita grazie al bacio - ammonisce Anna Gambaro, fisioterapista alla Campolongo Hospital e volontaria dell'associazione Amici di Luca - Raffaele, non a caso, è rimasto in stato soporoso per altri tre anni. Cure riabilitative e tanta collaborazione da parte della famiglia gli hanno permesso di riprendere un cammino di speranza. Continuiamo a dare voce ai silenzi".

Il megafono è la scuola ma anche la comunità, il territorio, la città. "Salerno è una città solidale - dice il vice sindaco Eva Avossa - e sa aprirsi all'amicizia, al sostegno, alla speranza. Di fronte al dolore, pure quando non ci vede direttamente coinvolti, talvolta implodiamo: vorremmo manifestare il nostro affetto alla persona che soffre, però quell'abbraccio ci fa paura. Questa esperienza con gli "Amici di Luca" ci fa, invece, riflettere su quanto sia meraviglioso il dono della vita". Così prezioso, da riuscire a trasformare il dolore in una molla per realizzare cose meravigliose nella vita degli altri. Non serve aggiungere altro a queste parole di Maria Vaccari: "Le cicatrici restano, è un dolore enorme perdere un figlio, l'unico figlio. Nella guarigione sono stata accompagnata dal sorriso e dal conforto di tante persone. Oggi sono ospite della scuola Matteo Mari perché voglio ricambiare l'affetto e il patrimonio di testimonianze, formazione e informazione che gli alunni, le famiglie e il territorio hanno saputo trasmettere ai cittadini, in occasione della Giornata dei risvegli, celebrata il 7 ottobre".

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Nei corridoi della scuola verrebbe da cantare "Nessun dorma". Rocco Galdi, presidente del Consiglio di Circolo, descrive così il fermento dell'Istituto Matteo Mari: "E' una scuola che si adopera tantissimo nell'ambito del terzo settore. Molto attiva nelle politiche sociali, ha la popolazione scolastica più numerosa, perché ingloba scuola dell'infanzia e scuola primaria. E' alta la percentuale di alunni diversamenti abili, con un numero alto di bambini autistici".

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