Uso "distorto" di fondi pubblici e incarichi: indagini chiuse sul distretto Nocera-Gragnano

Oltre all’ex presidente, ci sono anche l'ex segretario e due persone che avrebbero beneficiato di assunzioni e consulenze esterne

Presunto sperpero di fondi pubblici e assunzioni e consulenze concesse senza il rispetto della legge: la Procura di Nocera Inferiore ha chiuso le indagini sul distretto Nocera-Gragnano, iscrivendo nel registro degli indagati 5 persone. Oltre all’ex presidente, ci sono anche l'ex segretario e due persone che avrebbero beneficiato di assunzioni e consulenze esterne. L’accusa di abuso d’ufficio è estesa a tutti, in virtù di tre incarichi assegnati che avrebbero violato i «principi di buon andamento e di imparzialità» che regolano le leggi sui Distretti Industriali. La legge nello specifico è la 317 del 1991. Al primo viene contestata un’assunzione che risale al 2011; al secondo una collaborazione esterna mentre è un’altra assunzione che invece viene contestata al terzo. Il danno di tipo economico per l’Ente sarebbe stato nel primo caso di 6000 euro; nel secondo di 952 euro e per il terzo, di 3000 euro. All’ex direttore, che si era dimesso dopo la perquisizione eseguita dalla polizia giudiziaria, viene contestato anche il reato di peculato. In qualità di pubblico ufficiale, avrebbe avuto disponibilità di fondi pubblici erogati direttamente dalla Provincia di Salerno.

Ma per il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti quei soldi sarebbero stati utilizzati per scopi personali e finalità estranee a quelle istituzionali. L'ex presidente avrebbe utilizzato il conto corrente intestato all’Ente ed accesso presso la Banca della Campania, filiale di Roccapiemonte, insieme alla carta di credito intestata al medesimo Distretto. Nel faldone della procura sono diversi i bonifici e i pagamenti tracciati durante la fase investigativa. Le perquisizioni presso l’Ente fondato dalla Regione Campania negli anni 90, che ha come obiettivo la valorizzazione del territorio agroindustriale distrettuale, furono eseguite a settembre 2016. Il Distretto abbraccia 20 comuni, di cui 16 salernitani. Gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive. 

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