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"No" al forno crematorio a Roccapiemonte, la lettera dell'opposizione

Con una nota, i consiglieri comunali di opposizione Raffaele Polichetti, Gerardo Adinolfi e Senise Califano, rappresentano la loro contrarietà al "project financing" approvato dalla giunta comunale a giugno

"No" al forno crematorio a Roccapiemonte. Con una nota, i consiglieri comunali di opposizione Raffaele Polichetti, Gerardo Adinolfi e Senise Califano, rappresentano la loro contrarietà al "project financing" riguardante l'installazione di due forni crematori a "gestione privatistica" nel cimitero comunale

La dichiarazione

"Riteniamo che il paese - si legge - non ha bisogno di fare installare, nel proprio cimitero, due impianti crematori così come proposti nel progetto. Roccapiemonte, un paese di 5 kmq, con una popolazione di 8.700 abitanti, continuamente in calo, non necessita di impianti di questa tipologia. I cittadini di Rocca che esprimono la volontà di utilizzare la pratica della cremazione possono, come già avviene da anni, rivolgersi all'impianto di Cava de' Tirreni, distante pochi chilometri (4), o altri impianti presenti nel circondario. Inoltre, i forni crematori che si intendono realizzare nel nostro cimitero, saranno utilizzati su scala locale, provinciale e regionale, facendo diventare Roccapiemonte industria della cremazione, per umani e per animali. Si evidenzia che tali impianti causano grossi problemi alla saluta dei cittadini e all'ambiente circostante. La scelta fatta dalla giunta, su proposta di privati, la riteniamo non utile sia sul piano sociale che su quello economico, anzi, la riteniamo inutile e dannosa. Invitiamo il sindaco e la giunta a voler interrompere il percorso amministrativo avviato".

Il progetto 

L'amministrazione di Roccapiemonte aveva dato il via libera al progetto, dopo un'analisi sulla fattibilità, lo scorso mese di giugno. Il progetto prevede anche la realizzazione di strade di collegamento per il cimitero, insieme a quello per gli animali, con manutenzioni di alcune strutture. Il costo dovrebbe aggirarsi sui 4 milioni di euro circa. L'argomento aveva già creato diverse polemiche nel comune di Sant'Egidio del Monte Albino, per le medesime ragioni. 

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