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Sentenze "comprate" per gli amici: fissato Appello per il giudice Mario Pagano

I sostituti Ida Frongillo e Celeste Carrano motiveranno davanti al Riesame l'applicazione di misure cautelari per diverse contestazioni, precedentemente rigettate dal gip Luisa Toscano

Si discuterà il prossimo 15 marzo, davanti ai giudici del Riesame di Napoli, l'appello che i sostituti procuratori partenopei hanno presentato nei confronti del giudice Mario Pagano e di altri suoi cooindagati. I sostituti Ida Frongillo e Celeste Carrano (titolari dell'inchiesta dietro il coordinamento del procuratore Giovanni Melillo e l'aggiunto Alfonso D'Avino) motiveranno l'applicazione di misure cautelari per diverse contestazioni, precedentemente rigettate dal gip Luisa Toscano. Nello specifico, il carcere per il giudice Mario Pagano (ora ai domiciliari) e per il fratello Carmine (sindaco di Roccapiemonte e indagato a piede libero), ma anche per gli imprenditori Luigi Celestre Angrisani e Roberto Leone (in divieto di dimora dove hanno sede le loro attività) e il commercialista Antonio Piluso (obbligo di dimora). Per  gli imprenditori Eugenio Rainone e Giacomo Sessa (indagati a piede libero) la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Richiesta anche la misura interdittiva dell'attività per le case di cura Angrisani-Villa dei Fiori a Nocera Inferiore e Materdomini-Villa Silvia a Rocca, ma anche per le società Costruzioni generali Rainone e Royal Trophy. Nel collegio difensivo gli avvocati Claudio Botti, Silverio Sica, Michele Tedesco, Giuseppe Buongiorno. 

L'inchiesta 

E' Mario Pagano la figura dominante dell'inchiesta che ha scosso il mondo della magistratura, tra le province di Napoli e Salerno, pochi mesi fa. Magistrato presso il tribunale di Salerno, era in servizio a Reggio Calabria. Il giudice, fratello del primo cittadino di Rocca, è accusato di aver favorito imprenditori amici in alcune cause civili. La Procura lo accusa di aver rimpinguato con le somme ricevute anche le casse sociali della Polisportiva Rocchese, società di calcio della quale era presidente onorario. Non solo denaro: il giudice avrebbe ricevuto anche elettrodomestici e cucine da destinare ad un agriturismo. Pagano era già finito sotto inchiesta nel 2016, con le accuse di associazione per delinquere e rivelazione del segreto d'ufficio. Un fascicolo aperto e trasferito a Napoli e generato da un'altra indagine su una combine di falsi matrimoni tra italiani e stranieri nel distretto di Nocera Inferiore. Nell'inchiesta sono indagati anche altri magistrati

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