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Acquisti a prezzi stracciati sul web, nuovo processo per il truffatore "seriale" dell'Agro

Sarà processato a seguito di un nuovo filone d'indagine un uomo già sotto giudizio per una precedente inchiesta contro le truffe on-line, portate avanti con un sito internet

Sarà processato a seguito di un nuovo filone d'indagine, riferito ad un episodio avvenuto ad un 34enne, già finito al centro di una precedente maxi-inchiesta contro le truffe on-line portate avanti con un sito internet, con fatti commessi tra Roccapiemonte e Castel San Giorgio, dove venivano messe in vendita "fittiziamente" prodotti elettronici scontati fino al settanta per cento. In questo caso, alcuni acquisti effettuati da clienti ignari, attratti dalla riduzione, gli sono costati il processo, atteso davanti al giudice del Tribunale monocratico per il 14 settembre.

Le truffe

Si tratta di procedimenti ricollegati a denunce sporte dagli acquirenti, che pagavano con bonifico per centinaia di euro senza ricevere nulla. Il nocerino era finito al centro dell’operazione investigativa “Piramide”, scattata all’inizio del 2019 nei confronti di un gruppo di persone impegnate nei raggiri on-line organizzati sistematicamente, con base a Nocera Inferiore e Roccapiemonte. Come per l’inchiesta madre, nel tempo sono arrivati altri singoli procedimenti, in gran parte contro il sito web individuato, adoperato per le truffe on-line incentrate sulla vendita di prodotti tecnologici, pagati e mai consegnati. A Bergamo, in un ulteriore procedimento, lo stesso 34enne risponde di aver avviato la compravendita di un iPhone 8, facendosi accreditare 399 euro previo bonifico bancario sul conto della società, con altri 658 euro pagati dallo stesso acquirente su una Postepay intestata ad un’altra persona, senza consegnare il prodotto. Dopo l’avvio della trattativa web, il telefono non venne inviato al legittimo acquirente. Stesso "modus" della precedente indagine. In particolare, viene contestata all’uomo la circostanza dell’ostacolo alla difesa, con il truffatore a commettere il fatto attraverso contatti telematici e a distanza, «così da non permettere alla persona offesa di controllare l’identità e la serietà dell’interlocutore né le caratteristiche del bene».

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