Choc a Rofrano, gattino affogato in una fontana: la denuncia

Il portavoce di Alleanza Popolare Ecologista Rinaldo Sidoli: "Una violenza del genere su un animale indifeso è spia di una personalità disturbata, che potrebbe fare del male anche alle persone"

Il gatto

Choc a Rofrano, dove un gatto è stato trovato morto all’interno di una busta abbandonata in una fontana. A fare la macabra scoperta, in piazza Agnese Passarelli, è stato il portavoce di Alleanza Popolare Ecologista Rinaldo Sidoli: “Una violenza del genere su un animale indifeso - denuncia – è spia di una personalità disturbata, che potrebbe fare del male anche alle persone. Per questo invitiamo chiunque sappia qualcosa a collaborare, anche in forma anonima. Chiediamo altresì al sindaco, Nicola Cammarano, di costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in caso di individuazione dei responsabili. Servono iniziative urgenti, anche legislative, immediate e risolutive a tutela degli animali vaganti. Il primo cittadino deve istituire un tavolo di incontro con le autorità veterinarie regionali e con le più rappresentative associazioni di volontariato per trovare soluzioni condivise per portare e mantenere i randagi in rifugi pubblici”.

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L'appello

Infine, l’appello anche al Governo: “Siamo stanchi di dover denunciare simili atrocità. Sollecitiamo per l’ennesimo volta il Governo ad approvare il DDL S.1078 a firma del senatore Gianluca Perilli (M5S) per far sì che i crimini commessi contro degli esseri senzienti possano essere finalmente e debitamente perseguiti e puniti. Gli animali non possono più attendere. Basta rinvii. Il rafforzamento della normativa a tutela degli animali è previsto anche dal programma di Governo Pd-M5s, al punto 22, che parla di contrasto a ‘ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti’. Questa norma potrebbe essere varata nel prossimo Consiglio dei ministri, ma pare che il contrasto al maltrattamento e all’uccisione di animali non sia una priorità. Attualmente chi si macchia di questi crimini non va mai in carcere. È dovere del legislatore cambiare le regole in materia di tutela degli animali” conclude Sidoli.

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