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Ruggi

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Riusciti i primi 2 trapianti allogenici di midollo osseo all'ospedale Ruggi

Nel salernitano il fabbisogno di trapianti di midollo riguarda 393 pazienti annuali che spesso emigrano in centri per il trapianto al nord o al centro sud

Sono riusciti con successo i primi due trapianti allogenici di midollo osseo all'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno. Gli interventi su due donne di 50 anni residenti ad Eboli e ad Angri rappresentano un "traguardo" centrato dai medici del reparto di Ematologia e trapianti dell'azienda ospedaliera guidata da Vincenzo Viggiani. Sono 27 i trapianti di midollo osseo effettuati nel 2015 su pazienti affetti da tumori del sangue, con un incremento notevole rispetto ai 23 trapianti effettuati tra il 2013 e il 2014. "L'obiettivo e' abbattere i viaggi della speranza in altre regioni -ha detto all'Agi il manager Viggiani - e grazie alla novità introdotta dei trapianti allogenici, la nostra azienda ospedaliera col reparto di ematologia punta a proporsi sempre piu' come centro trapianti a livello nazionale". In sei mesi effettuati 25 trapianti autologhi di midollo, 2 invece gli allogenici da altro donatore, con un risparmio per la Regione Campania di almeno 3,5 milioni di euro per spese di rimborso di trapianti di staminali effettuati in altre regioni. Il trend trapiantologico del reparto di ematologia del Ruggi rappresenta un segnale di speranza per i salernitani affetti da malattie del sangue.

Nel salernitano il fabbisogno di trapianti di midollo riguarda 393 pazienti annuali che spesso emigrano in centri per il trapianto al nord o al centro sud. "Con i nuovi trapianti allogenici siamo in grado di essere autonomi - prosegue il primario di ematologia, Carmine Selleri - l'obiettivo è l'autosufficienza completa in una regione dove esistono due soli centri per il trapianto di midollo ad Avellino e a Napoli". Nei primi sei mesi del 2015 sono stati 9932 i pazienti sottoposti a chemioterapie presso il day hospital ematologico del Ruggi e 1002 le nuove diagnosi di emopatie neoplastiche. E, come sottolineato dal primario, "tutto questo con un organico ridotto": nel reparto, solo 3 dirigenti medici strutturati e uno specialista ambulatoriale, con un organico infermieristico composto da 7 unità.
 

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