Garza dimenticata nell'addome di una paziente: il "Ruggi" risarcisce i familiari

L'azienda ospedaliera-universitaria di Salerno dovrà versare 65mila euro a seguito di un'intesa pregiudiziarile raggiunta con gli eredi della settantenne operata al collo dell'utero

L’azienda ospedaliera-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno risarcirà i familiari di una paziente, ormai deceduta, alla quale venne lasciata una garza nell’addome. È stato raggiunta - riporta La Città - un’intesa stragiudiziale tra gli eredi della settantenne operata al collo dell’utero e gli uffici di via San Leonardo. Le parti si sono accordate sulla cifra di 65mila euro. Nei giorni scorsi è stato pubblicata, a firma del direttore generale Giuseppe Longo, la delibera di approvazione dell’accordo transattivo, dopo il parere favorevole della Commissione Valutazione Sinistri.

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La tragedia

L’episodio risale al 29 novembre del 2011 quando la defunta paziente fu sottoposta ad un intervento chirurgico mentre era ricoverata nel reparto di Ginecologia del “Ruggi”. L’equipe medica dimenticò nell’addome della paziente una garza laparotomica che, nel corso dei mesi, era diventata una sorta di gomitolo. Quel corpo estraneo provocava dei dolori atroci alla  donna, che era entrata in sala operatoria per eliminare un tumore all’utero. La causa di quei dolori fu scoperta solo alcuni mesi dopo quando la settantenne si presentà all’ospedale di Mercato San Severino per una visita. Immediata la corsa in sala operatoria. La garza fu rimossa, senza non poche difficoltà, il 13 aprile 2012 con conseguenze che ne pregiudicarono la qualità della vita e dell’alimentazione. Pochi mesi dopo la donna morì. Un medico e due infermieri del Ruggi sono finiti a processo per lesioni colpose.

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