Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Morì a 22 anni per un intervento allo stomaco, la famiglia chiede chiarezza da tre anni

L'ultima udienza dove si sarebbe dovuta discutere anche l'opposizione presentata dal legale della famiglia, è stata nuovamente rinviata per difetto di notifica

Per la morte di Rosaria Lobascio, la studentessa di 22 anni di Sala Consilina deceduta all’ospedale di Mercato San Severino otto giorni dopo un’operazione allo stomaco, la Procura di Nocera Inferiore ha chiesto l'archiviazione di tutti i medici indagati. La consulenza medico legale escluderebbe responsabilità del personale sanitario, mentre la famiglia chiede giustizia, a circa 3 anni dai fatti. L'ultima udienza dove si sarebbe dovuta discutere anche l'opposizione presentata dal legale della famiglia, è stata nuovamente rinviata per difetto di notifica. Undici i medici formalmente indagati per omicidio colposo.

L'indagine

Tra questi, ci sono 9 medici che avevano assistito e operato per due volte la ragazza, all’ospedale "Fucito" di Mercato San Severino, e due in servizio all’ospedale di Polla, dove la giovane Rosaria fu portata inizialmente. Era il mese di giugno del 2018. Dopo una serie di esami, la giovane fu sottoposta ad un’operazione di gastrectomia verticale parziale, che puntava a ridurre la capacità dello stomaco permettendo una variazione nell’assimilazione del cibo. Un intervento per risolvere un problema di salute. Nella denuncia la famiglia chiese chiarezza sul decesso della figlia: come capire perché sia stata dimessa nonostante le condizioni di salute precarie post operatorie, fino alle eventuali complicazioni causate dall’intervento, che prevede tassi di mortalità molto bassi rispetto ad altre operazioni chirurgiche. Dopo l’intervento, Rosaria aveva lamentato dolori allo stomaco, oltre che vomito. Era stata ricoverata il giorno prima. Poi dimessa, dopo quattro giorni. Ma dopo 48 ore a casa, le condizioni non erano migliorate. La famiglia aveva deciso di spostarsi a Polla, al pronto soccorso, dove Rosaria era rimasta per circa tre ore. Anche qui i carabinieri sequestreranno il referto medico. Alla 22enne era stata applicata una flebo, forse per fermare quei dolori allo stomaco, che portavano ancora vomito. Tornata a casa, il giorno successivo era di nuovo in viaggio per Mercato San Severino. Nella notte la seconda operazione, eseguita quando la famiglia era già andata via. Rosaria, fino ad allora, non era stata trasferita in rianimazione. Altra circostanza finita nella denuncia, per comprendere cosa abbia aggravato la situazione, oltre alle motivazioni che avevano condotto alla seconda operazione. Secondo la consulenza della Procura, non vi sarebbero responsabilità nei riguardi degli undici medici indagati. Per la famiglia, che ha presentato opposizione, la tesi contraria. La nuova data fissata dal gip è ora quella di ottobre.

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