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Antonacchio (Cisl Fp): "Rimane lo stato di agitazione per l'AOU"

Secondo il segretario l'interruzione dei pubblici servizi sarebbe poco accorta poichè la riporgrammazione è una responsabilità in capo alla Regione ovvero si attua attraverso un processo territoriale

Pietro Antonacchio, segretario generale Cisl Fp di Salerno, torna sulla questione della riorganizzazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria. "Non si è voluto sospendere la portata dei provvedimenti e lasciare aperto il confronto per migliorare una ipotesi di riorganizzazione che in meno di due giorni aveva trovato ulteriori margini di discussione e di miglioramento, a riprova che quello che si sta facendo non è armato da buon senso e mina profondamente il diritto alla salute dei cittadini salernitani - esordisce Antonacchio -  Per quanto ci riguarda resta invariata la mobilitazione e lo stato di agitazione e siamo in attesa di essere chiamati dal Prefetto, unico attuale garante a difesa del diritto alla salute di tutta la popolazione salernitana".

Secondo il segretario l'interruzione dei pubblici servizi sarebbe poco accorta poichè la riporgrammazione sarebbe una responsabilità in capo alla Regione ovvero si attua attraverso un processo territoriale a partire dai bisogni della collettività di riferimento e quindi deve avere una analisi del fabbisogno assistenziale. "Conoscendo l’attuale manager del Ruggi, ritengo che si stia prodigando su specifica indicazione del Presidente De Luca, coadiuvato dal dottor Coscioni, a testimonianza che politica e management aziendale, come spesso accade quello che fanno non corrisponde a quanto dichiarano - continua Antonacchio - Avere una ortopedia a Cava con una radiologia 12 ore e con reperibilità notturna, oltre a confliggere con il contratto di lavoro, contrasta con il buon senso e la praticità, poiché costringe i medici a rimanere in azienda per 12 ore senza alcuna retribuzione. Ma cosa altrettanto più grave è comprendere il senso, per una struttura inserita all’interno della emergenza/urgenza, di avere con laboratorio di analisi e di radiologia operante sulle 12 ore. La chiusura dei reparti di ostetricia e ginecologia contemporaneamente a Mercato San Severino e Sava ingolferà il Ruggi, poiché il problema della struttura oltre che di carenza di personale nel reparto e al pronto soccorso è strutturale ed in gap è incolmabile poiché la assenza di una rete territoriale e di quella della emergenza, causerà una grossa crisi dello stabilimento salernitano con concreto rischio per tutta la utenza che afferirà a partire dal 1 gennaio in quella sede. Spero che non accada nulla di grave - incalza il segretario - ma purtroppo ipotizzo che il rischio di gravi e purtroppo fatali errori è dietro l’angolo. Mi sento di sottolineare che la responsabilità non potrà mai essere imputabile al personale sanitario medico e non, per cui sarebbe ipotizzabile una rivalsa in solido per colpa grave nei confronti del Direttore Generale e del Direttore Sanitario dell’Azienda Universitaria Ospedaliera che stanno firmando i provvedimenti. La responsabilità politica è in capo a quanti non mantengono le parole date e stanno assistendo ad uno smantellamento del comparto sanitario del nostro territorio. Questa volta purtroppo non si può colpevolizzare un napolicentrismo nelle scelte - conclude infine - poiché come spesso accade la promessa e la riconoscenza è il sentimento della vigilia".

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