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Tasi più alta dell'Imu, c'è anche Salerno tra le città più care d'Italia

E' quanto emerge da uno studio dalla Cgia di Mestre, che ha comparato l'importo che i proprietari di prima casa pagheranno quest'anno rispetto a quanto hanno versato nel 2012 quando c'era l'Imu

I salernitani nel 2012 pagavano per l'Imu in media 436 euro a famiglia. Con la Tasi 2014, voluta dal Governo Letta e confermata dal Governo Renzi, si registra un incremento dell’11% che porta ad un aumento a 447 euro. Undici euro in più rispetto a due anni fa. E' quanto emerge da uno studio molto dettagliato svolto dalla Cgia di Mestre, che ha comparato l’importo che i proprietari di prima casa pagheranno quest’anno con la Tasi rispetto a quanto hanno versato nel 2012 quando c’era l’Imu.

Dalla Cgia fanno sapere che i calcoli sono stati effettuati sulla rendita catastale media di ciascun Comune capoluogo di Provincia. Inoltre, si è presa in considerazione un’abitazione di tipo civile (categoria catastale A2 che comunemente è la più diffusa) e sono state rilevate le aliquote e le detrazioni presenti nelle delibere comunali pubblicate entro l’8 settembre 2014 sul sito del Dipartimento delle Finanze. Ovviamente, i risparmi o gli aumenti di imposta sono importi medi.

La situazione cambia in senso peggiorativo in presenza di figli o per rendite catastali più basse. Le maggiori detrazioni Imu infatti rendono il confronto con la Tasi sfavorevole per il contribuente. Nel nostro caso, ripetendo i calcoli, sono oltre il 50% dei comuni capoluoghi di provincia (40 su 76) nei quali la Tasi è più pesante dell’Imu. I proprietari di prima casa che rispetto a 2 anni fa subiranno i rincari maggiori sono quelli residenti a Verbania (+ 200 euro), a Mantova (+ 120 euro), a Prato (+ 117 euro), a Trieste (+ 100 euro), ad Ascoli Piceno (+ 85 euro) e a Lucca (+ 83 euro).

Coloro che, invece, dal confronto Tasi/Imu godranno il maggior risparmio sono i proprietari di prima casa residenti a Siena: il vantaggio economico rispetto al 2012 sarà per ciascuno di loro di 374 euro. Seguono i torinesi (- 332 euro), i romani (- 319 euro), i livornesi (- 277 euro) e i brindisini (- 260 euro).

Ecco la tabella complessiva

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