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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Maxi sequestro all'impero di Giovanni Citarella: blitz della Finanza

Il provvedimento cautelare patrimoniale è di ingente valore: 7 milioni di euro. E' stato eseguito da parte dei militari del comando provinciale delle Fiamme Gialle

Intestazione fittizia di beni, reati contro la pubblica amministrazione e altri delitti associativi finalizzati alla commissione di illeciti di natura tributaria. Queste le accuse contestate a Giovanni Citarella, imprenditore nocerino di 53 anni, destinatario di un provvedimento di sequestro eseguito questa mattina dai finanzieri del comando provinciale di Salerno. Nello specifico, è stato disposto il sequestro finalizzato alla confisca, di quote societarie di 17 imprese, 2 unità immobiliari e 6 autoveicoli. Il valore complessivo dei beni supera i 7 milioni di euro. La misura è stata emessa dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Salerno su proposta della Direzione distrettuale Antimafia. Si ipotizza che l'ex patron della Nocerina, già dichiarato "socialmente pericoloso" e destinatario, nel 2001, di una sentenza irrevocabile di condanna per tentato omicidio, appartenga a una associazione di stampo camorristico.

Le indagini

Sviluppate dal Gico del nucleo di polizia economico finanziaria delle fiamme gialle di Salerno, le indagini hanno permesso di rilevare una consistente sproporzione tra il tenore di vita e i beni riconducibili all'indagato e il relativo profilo fiscale. È emerso il ricorso frequente, da parte dell'imprenditore, a soggetti prestanome o a propri familiari per nascondere l'effettiva titolarità di beni mobili e immobili, oltre a partecipazioni societarie che formano oggi oggetto di sequestro. Nel corso degli approfondimenti è stato individuato anche un complesso aziendale nella disponibilità dell'interessato. La società, attiva nel settore delle costruzioni di infrastrutture stradali e recentemente aggiudicataria di un appalto per oltre 5 milioni di euro, dopo alcune variazioni della compagine, è risultata riacquisita dai familiari dello stesso indagato a un prezzo di cessione puramente simbolico.

I dettagli

Giovanni Citarella è il figlio del defunto Gennaro, imprenditore nocerino ucciso negli anni Novanta in un agguato camorristico, ritenuto appartenente alla organizzazione camorrista "Nuova Famiglia" di Carmine Alfieri. Insieme ad Alfieri ed a Pasquale Galasso, Giovanni Citarella è stato condannato in via definitiva per concorso in tentato omicidio di stampo camorristico. L'attività del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Salerno è partita da un'attività del Servizio Centrale d'investigazione sulla criminalità organizzata della Finanza, denominata "Doppio Binario 2", che è servita ad individuare persone considerate socialmente pericolose ma anche per rilevare patrimoni sproporzionati rispetto alla loro posizione fiscale. Dalle indagini, è emerso che Citarella conduceva un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati: ricorreva in modo frequente a prestanome, ai suoi familiari, allo scopo di schermare la titolarità dei beni sequestrati, sebbene la destinazione finale degli asset cautelati continuasse a dipendere dalle sue decisioni. I finanzieri hanno individuato una società attiva nel settore delle costruzioni di edifici e strade, riconducibile a Citarella. Questa società, dopo essere risultata aggiudicataria di una gara d'appalto per oltre 5 milioni di euro, indetta da ANAS, è rientrata, dopo alcune variazioni della compagine societaria, nuovamente nella disponibilità dei familiari di Citarella, ad un prezzo simbolico di cessione. Suquestrata anche una Porsche 911 Coupé, acquistata dalla società a settembre 2019 per 131mila euro. Tra le aziende interessate dal provvedimento c'è anche, in ambito sportivo, l'A.G. Nocerina 1910 Srl (10.000 euro, 100%), l'A.S.G. Nocerina Srl (32.340 euro, 42%), una impresa di locazione immobili, una impresa di fabbricazione articoli di plastica, lavori generali di costrizione, una ditta di fabbricazione bitume e catrame, supermercati, un'azienda di commercio all'ingrosso non specializzato, un'azienda di commercio all'ingrosso di abbigliamento, una ditta di costruzione strade e autostrade, anche una ditta di consulenza settore tecnologie informatiche

Le reazioni

Operazione importante che testimonia l’attenzione ai flussi di denaro pubblico, all’utilizzo che se ne fa. Coinvolto, in questo caso, un personaggio già noto alle cronache. “E’ l’ennesima operazione della Guardia di Finanza – dice il comandante provinciale De Luca – a contrasto del patrimonio illecitamente accumulato dalla criminalità organizzata. Si tratta di un sequestro di natura preventiva, dunque teso a contrastare la pericolosità della persona, che ricaviamo dalla valutazione, dalla stima – assai difficile – della sproporzione tra il reddito dichiarato e il tenore di vita. Tutto è stato riconducibile a Citarella”. Aumentano i reati contro il patrimonio. Parla il Procuratore Borrelli: “Dai rapporti annuali delle varie forze di polizia e della direzione nazionale antimafia si evince che Salerno è un distretto con una particolare vocazione al riciclaggio di beni della criminalità organizzata, nella fattispecie clan locali, napoletani e di cosche calabresi. Risulta da una serie di attività investigativa. L’attenzione non è rivolta solo all’Agro-Nocerino-Sarnese: la criminalità si manifesta anche nella città di Salerno, nella Piana del Sele e nel Cilento in modo diverso, ma noi abbiamo varie attività in corso, perché la prevenzione patrimoniale in itinere non è finita qui. L’intero Paese, nei prossimi mesi, sarà destinatario di ingenti flussi di denaro e noi riteniamo che su queste somme si precipiteranno imprese mafiose che arriveranno da tutto il territorio nazionale. Dobbiamo riflettere su quello che è accaduto in questi mesi di pandemia, caratterizzati da forte crisi economica ed esposizione grande della imprenditoria turistica e di attività commerciali. Ciò ha avuto ricaduta sia in termini di riciclaggio di beni – queste attività si prestano ad essere rilevate da chi ha somme liquide da investire – sia per altri reati come l’usura. C’è da fare un monitoraggio della situazione e un’analisi attenta per evitare che dall’emergenza possa nascere poi l’ordinarietà, cioè la concentrazione di attività imprenditoriali in mani mafiose”. 


 

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