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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Camorra e voti, l'inchiesta madre a Salerno: l'ipotesi di un sostegno in cambio di preferenze

L'indagine della Squadra Mobile procede su più fronti, al fine di cristallizzare l'ipotesi più generale del quadro accusatorio degli inquirenti

«L’esistenza di un clan è provata dall’attuale partecipazione alle vicende elettorali con il sostegno assicurato almeno ad un candidato di rilievo al comune di Salerno». Con queste parole la Dia Antimafia chiedeva al gip di prorogare le indagini. Sullo sfondo c'è l'inchiesta sulla gestione dei mercatini a Salerno, ma che ha una genesi ben più ampia, che non comprende i soli cinque attuali indagati. Mercatini, cooperative sociali ma anche consiglieri regionali ed un presunto patto di natura politico camorristica. 

La nuova indagine

E' il 2016 quando la Dda di Salerno chiedeva nuove intercettazioni. La richiesta così veniva motivata: «Con riferimento al contenuto del patto politico camorristico si può bene desumere dai fatti provati ed ampiamente descritti: il clan assicura il sostegno elettorale, i politici assicurano tramite illecite procedure di «somma urgenza» che le cooperative del clan ottengano lavoro dagli enti pubblici, la politica ricambia sia pagando voti sia anche con assunzioni presso enti pubblici municipalizzate. Questo sarebbe accaduto nel 2014 fino a tempi più recenti: "Detti rapporti sono attuali e stanno anche avvenendo in questi giorni: dunque, l’infiltrazione massiccia nel settore degli affidamenti pubblici, nelle assunzioni presso enti pubblici municipalizzate è ulteriore elemento indicativo dell’attuale forza intimidatrice del sodalizio». Dunque l'inchiesta è ben più ampia, così come documentato dalle carte degli anni precedenti, a far scattare poi ulteriori controlli su una serie di circostanze legate tra loro: mercatini, cooperative, personaggi della politica e cittadini. Al punto da ipotizzare anche l'infiltrazione della criminalità organizzata. Tempo fa, la Procura di Salerno aveva chiesto una proroga di indagine per il governatore Vincenzo De Luca ed altri. Ora ci soon le pagine dei verbali riempiti da Vittorio Zoccola, il ras delle cooperative sociali, secretati. L'indagine della Squadra Mobile, dunque, procede su più fronti, al fine di cristallizzare l'ipotesi più generale del quadro accusatorio degli inquirenti

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