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Paziente muore per un tumore non diagnosticato: medico sotto processo

Una diagnosi “tardiva” rivelatasi, per un 70enne salernitano ricoverato al nosocomio di via San Leonardo, fatale

Era affetto da un tumore alla vescica ma gli fu diagnosticata in un primo momento una patologia benigna: le sue reali condizioni di salute furono accertate troppo tardi, quando ormai, per lui non c’era più nulla da fare. Una diagnosi “tardiva” rivelatasi, per un 70enne salernitano ricoverato al nosocomio di via San Leonardo, fatale. Scatta il rinvio a giudizio per l’urologo del Ruggi, Gianmarco Silvestre finito in un’aula di tribunale con l’accusa di omicidio colposo.

I fatti

A deciderlo è stato il gup del tribunale di Salerno, che ha disposto il processo a carico del camice bianco. La famiglia della vittima si è già costituita parte civile dopo aver ottenuto la chiamata in causa dell’azienda ospedaliera in qualità di responsabile civile. Ci sarà dunque un processo sul presunto caso di malasanità consumatosi nel reparto di urologia dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dove ad un paziente affetto da un tumore alla vescica, in un primo momento fu formulata una diagnosi errata. Antonio Avallone, 72 anni salernitano, è deceduto il 29 maggio dello scorso anno a causa del definitivo ed irreversibile aggravamento delle sue condizioni cliniche. L'indagine aperta dalla procura aveva a quel punto ripercorso l’intera storia clinica del paziente dal 19 febbraio 2016, data in cui il 70enne si presentò al Ruggi, fino al 29 maggio dell’anno successivo quando si registrò il decesso.

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