Omessa notifica ai legali: Iavarone ed altri spacciatori escono dal carcere

I giudici del Tribunale del Riesame hanno accolto le istanze per alcuni esponenti della banda di pusher sgominata lo scorso luglio durante l'operazione "Patriot"

Torna a casa per una omessa notifica al suo avvocato difensore. E’ quanto accaduto al salernitano Raffaele Iavarone, 38 anni, fino alla serata di ieri rinchiuso nella casa circondariale di Fuorni, perché ritenuto dalla Procura il promotore di un’organizzazione criminale specializzata nello spaccio di sostanze stupefacenti tra Salerno e Boscoreale (Napoli), sgominata lo scorso 16 luglio durante l’operazione “Patriot”.

I ricorsi 

L’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare - riporta Il Mattino - è scaturito da un’omessa notifica all’avvocato Giulia Lionetti che, insieme al collega Luigi Gargiulo, assiste Iavarone. E così i giudici del tribunale del Riesame non hanno potuto fare altro che accogliere il ricorso presentato dalla difesa e scarcerare il 38enne. E’ uscito dalla cella per lo stesso motivo anche Antonio Cosentino, difeso dall’avvocato Pierluigi Spadafora. Accolte, inoltre, le istanze rappresentate dai legali di Alessandro Nisi (che, però, resta in carcere per un cumulo di pene) e Gerardo Iannone, per il quale è caduta l’associazione. Sono finiti ai domiciliari, invece, Gianluca Vicinanza e Ciro Romano. Restano in carcere Mario Noschese e Giuseppe Russo.  

Il blitz antidroga

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