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Fonderie Pisano, gli attivisti in piazza: "De Luca pubblichi lo studio Spes, pronti a scrivere a Mattarella"

Una delegazione dell’Associazione “Salute e Vita” si è riunita stamattina nella piazza di Fratte per protestare contro l’atteggiamento definito “omertoso” del Presidente della Regione Campania in merito alla vicenda dello studio Spes

Al termine di una pesantissima settimana che ha visto la popolazione di Salerno e della Valle dell’Irno denunciare le nauseabonde emissioni e le polveri metalliche che - secondo i manifestanti - proverrebbero dalla Fonderia Pisano, una delegazione dell’Associazione “Salute e Vita” si è riunita stamattina nella piazza di Fratte per protestare contro l’atteggiamento definito “omertoso” del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in merito alla vicenda dello studio Spes.

La polemica

Presente al sit in il presidente dell’associazione Lorenzo Forte: “A conferma dei forti sospetti nutriti circa la volontà di tenere la popolazione all’oscuro degli esiti dello studio, è stata ricevuta la risposta da parte dell’Istituto Zooprofilattico, che ha confermato di aver trasmesso gli atti in questione alla Regione Campania (ente committente). Tale risposta, arrivata esattamente allo scadere dei 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti, non contiene però l’informazione su quando De Luca abbia ricevuto la relazione definitiva (quesito che avevamo comunque fatto nella richiesta). Eppure questa informazione è cruciale per poter ricostruire in maniera inequivocabile in quale contesto sia stata inspiegabilmente e frettolosamente rilasciata l’AIA con validità di 12 anni”.  Forte si spinge oltre sottolineando come la “Regione Campania non abbia invece fornito alcun riscontro alla richiesta così come invece previsto dalla legge”. I manifestanti hanno anche commentato con perplessità e disappunto la risposta  che proprio la Regione Campania ha inviato in seguito all’interrogazione dei consiglieri regionali  Cammarano e Viglione condividendo in pieno quanto riportato nella loro successiva dichiarazione: “Ma il paradosso lo si realizza nel passaggio in cui gli stessi uffici sottolineano che se, nonostante gli interventi realizzati, si dovessero registrare danni all’ambiente e alla salute dei cittadini, si procederà alla revoca dell’autorizzazione. Stando dunque al teorema della giunta, perché non sia concessa l’autorizzazione a un impianto, le cui emissioni rischiano di arrecare danni alla salute dei cittadini, è necessario attendere che la gente si ammali”( cosa già molto diffusa nella valle dell’Irno). Inoltre “gli stessi uffici regionali nutrivano forti dubbi rispetto a un’autorizzazione concessa con un blitz in piena emergenza Covid.”  

Le richieste

Gli aderenti all’associazione, dunque, chiedono che vengano resi noti al più presto i risultati dello studio Spes eche Regione e Istituto Zooprofilattico comunichino gli estremi (data e protocollo) con cui tale studio è stato inviato alla Regione. Ma la richiesta più forte è quella che venga emesso un provvedimento di chiusura dello stabilimento di Fratte “applicando così l’Art. 32 della Costituzione il diritto alla salute, come il Presidente stesso durante l’emergenza coronavirus ha dimostrato sospendendo senza esitazione diritti costituzionali in nome della protezione della salute dei cittadini, la salvaguardia della salute deve prevalere sull’interesse economico”. Infine il Comitato e Associazione Salute e Vita hanno comunicato che “se nei prossimi giorni non ci sarà un atto concreto che fermi l’avvelenamento scriveremo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro Sergio Costa per chiedere aiuto e denunciare i comportamenti dannosi mossi dalla Regione Campania e dal suo Presidente nei confronti dell’intera popolazione della valle dell’Irno”.

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