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Scambiato per uno spacciatore di cannabis, la Cassazione lo libera: "Nessuna prova"

La Suprema Corte ha revocato la misura cautelare precedentemente emessa nei suoi riguardi, dopo il ricorso presentato dalla difesa. I fatti risalgono allo scorso settembre

Preso per un pusher, ma lo stupefacente era per uso terapeutico. E' quanto capitato ad un 51enne salernitano, finito agli arresti domiciliari con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. Ma la Cassazione ha revocato la misura cautelare precedentemente emessa nei suoi riguardi, dopo il ricorso presentato dalla difesa. I fatti risalgono allo scorso settembre.  

La storia

L'uomo fu raggiunto in casa da una perquisizione, a seguito di un via vai di motorini lungo la sua strada. Uno di questi, alla vista dei militari, fuggì a grande velocità, spingendo gli inquirenti a fare incursione in casa dell'uomo. All'interno vi era una piccola coltivazione di cannabis, sulla quale l'uomo spiegò che non vi fossero principi attivi e che la sostanza era depotenziata. La procura, tuttavia, raccolse diversi elementi per giustificare l'arresto, come i suoi precedenti in qualità di assuntore di droghe pesanti e la disponibilità di terreni in Calabria. Di contro, la difesa dimostrò che le fonti di reddito dell'indagato fossero certificate e dimostrate e che non vi fosse bisogno di spacciare, per guadagnare soldi. La Cassazione ha riconosciuto come minime per dimensioni quelle coltivazioni, svolte in forma domestica e con tecniche rudimentali, accertandone l'uso personale. Un arresto non giustificato, che ora la Suprema Corte ha annullato. Il via vai di persone era invece riferito al fatto che la strada a imbuto portava, oltre che in casa dell'uomo, anche ad un B&b.

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