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"Soffiata" sull'esito di un'indagine: giudice anticamorra "censurato"

Il sostituto procuratore della Dda, Vincenzo Montemurro, è stato censurato dal Csm (Consiglio superiore della magistratura). Il motivo è l'aver passato informazioni riservate al direttore provinciale dell'Inps di Salerno

Il sostituto procuratore della Dda, Vincenzo Montemurro, è stato censurato dal Csm (Consiglio superiore della magistratura). La decisione reca la firma della commissione disciplinare collegata agli atti di un'indagine - partita dalla procura di Nocera Inferiore e poi trasferita a Napoli per la competenza sui magistrati salernitani - su un giro di truffe che un gruppo di persone aveva consumato a danno dell'Inps, nel comune dell'Agro nocerino. Per il magistrato titolare di diverse inchieste anticamorra, le accuse erano due. La prima riferiva di «una indebita sollecitazione presso l’ufficio provinciale Inps di Salerno affinché prontamente definisse una pratica di riconoscimento dell’invalidità con accompagnamento di un suo conoscente che non era stata definita per incompletezza della documentazione e per ragioni oggettive che riguardavano l’intero Ufficio». Lo stesso ufficio sul quale erano in corso le indagini. La seconda accusa, invece, contestava a Montemurro di aver avvisato il direttore provinciale dell'Inps, Gabriella Zaccaria, di una richiesta di archiviazione dell'indagine sull'ufficio. Il magistrato, attraverso "comunicazione telefonica e a mezzo fax", inoltrò "la richiesta di archiviazione formulata" e per "assicurarsi della corretta ricezione del provvedimento indagato" riferiva alla "stessa dottoressa Zaccaria sui tempi di defnizione del procedimento sulla verosimile emissione dagli appositi decreti di archiviazione con ciò lasciando intendere di avere acquisito specifiche notizie in proposito all’ufficio Gip". 

Il dialogo tra i due era in una delle intercettazioni della procura di Nocera Inferiore che indagava su una serie di persone interne all'istituto previdenziale. I due discutevano dell'inchiesta, con il magistrato che anticipò al funzionario la convalida dell'archiviazione da parte del gip entro la fine della settimana. Per la prima accusa, tuttavia, il magistrato è stato assolto. Mentre è stato censurato per il secondo episodio. Il contenuto di quella telefonata spinse il sostituto Roberto Lenza a trasferire gli atti - dopo uno stralcio - da Nocera Inferiore a Napoli. La "censura" decisa dal Csm rientra tra le azioni disciplinari previste per i magistrati. In sostanza, si tratta di un ammonimento per quanto accertato negli atti d'indagine  

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