Pedopornografia online, video di minori scambiati in rete: indagati anche due salernitani

Sono 13 le persone denunciate a piede libero in tutta Italia. Due anche in Campania, nella provincia di Salerno. Sono due uomini originari del cilento, indagati a seguito di un maxi blitz contro la pedopornografia partita da Trieste e Udine

Foto e video porno a pagamento, con all'interno immagini di minori, da scaricare da diversi forum e siti internet. Sono 13 le persone denunciate a piede libero in tutta Italia. Due anche in Campania, nella provincia di Salerno. Sono due uomini originari del cilento, indagati a seguito di un maxi blitz contro la pedopornografia partita da Trieste e Udine.

L'inchiesta

I due salernitani hanno 55 e 30 anni, anche loro destinatari di perquisizioni come gli altri indagati, giorni fa. Nessuno dei due aveva sul proprio computer, però, materiale pedopornografico. Le indagini stanno ricostruendo tutti i contatti informatici dei due. Gli indagati acquistavano il materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori, anche più piccoli di 13 anni. L’accusa per loro è divulgazione, cessione e detenzione di immagini video e foto pedopornografiche. Gli agenti hanno scoperto che lo scambio del materiale avveniva su numerose chat riconducibili agli indagati, inoltre hanno scoperto tabelle che stabilivano il pagamento digitale e trasferimento di denaro. Tra il materiale informatico monitorato dagli investigatori anche alcuni forum di discussione su “Bibbia 3.0” in cui venivano mostrati dei cataloghi di immagini e video pornografici e pedopornografici in cui i frequentatori, dietro pagamento, richiedevano il download. La lunga e minuziosa indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in Rete dai pedofili portandoli fuori dall’ anonimato. L’indagine è stata coordinata dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online del Servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma ed il Tribunale di Trieste ha disposto 11 perquisizioni in 6 Regioni diverse. Le perquisizioni sono state eseguite in Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto ed hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email. Il lavoro del Centro nazionale, grazie alla collaborazione della polizia internazionale e richieste di rogatorie alle autorità giudiziarie statunitensi, è riuscito a sviluppare numerose transazioni finanziarie dei conti PayPal e a identificare sia il gestore del sito che forniva le immagini pedopornografiche sia gli utenti che avevano richiesto, ottenuto e pagato il materiale pedopornografico. Sono stati sequestrati telefonini, tablet, hard disk, pen-drive, computer e account di email. Durante le perquisizioni sono stati scoperti account utilizzati dagli indagati per la richiesta di materiale pedopornografico e altro custodito sui supporti informatici, ora sequestrati. Molti dei controlli sono stati eseguiti anche da remoto per salvaguardarel e prove. Come nel caso di Salerno. 

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