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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Omicidio di due donne, muratore sconterà oltre 30 anni: no alla continuazione

Il giudice dell’esecuzione, a marzo scorso, «fornendo una decisione logica e coerente ha evidenziato che i reati non potevano essere avvinti dal vincolo della continuazione». La motivazione ripresa ora anche dalla Cassazione

La Cassazione rigetta la richiesta di continuazione nei due reati per C.F. , il muratore di Vietri sul Mare, che dovrà ora scontare oltre 30 anni di carcere per l'omicidio di due donne, che si prostituivano.

Il ricorso

Non viene ravvisata la continuazione del reato per quel che riguarda gli omicidi della rumena Mariana Tudor Szekeres, perpetrato il 30 aprile ed il primo maggio del 2016 a Salerno e della bulgara Nikolova Temenuzhka, avvenuto a Pagani tre mesi dopo, nell’agosto 2016. «Secondo il giudice dell’esecuzione , dalla lettura delle sentenze di condanna, non era possibile - scrive la Corte - affermare che fosse sussistente il medesimo disegno criminoso, posto che non erano ravvisabili elementi sintomatici del fatto che Ferrante, nel momento in cui aveva iniziato a porre in essere la prima condotta accertata, avesse già preventivato di commettere anche gli ulteriori e successivi reati»: di qui l’inammissibilità del ricorso. Ancora, «indici sintomatici non di attuazione di un progetto criminoso unitario quanto di un'abitualità criminosa e di scelte di vita ispirate alla sistematica e contingente consumazione degli illeciti». Il giudice dell’esecuzione, a marzo scorso, «fornendo una decisione logica e coerente ha evidenziato che i reati non potevano essere avvinti dal vincolo della continuazione».

I due delitti

Il delitto di Temenuzhka è valso all'imputato la pena a 20 anni di reclusione. Furono i filmati delle telecamere di videosorveglianza nelle zone della scomparsa e del ritrovamento del cadavere a rendere possibile l’identificazione dell’uomo: ci vollero autopsia ed esame delle impronte digitali per stabilire con certezza che quella donna era Nikolova. L’auto dell'imputato fu rintracciata a Cava de’ Tirreni. Poi si scoprì che aveva assassinato la romena di 19 anni che era stata ritrovata il 15 maggio del 2016, tra via San Leonardo e via dei Carrari. Per quel delitto il 42enne vietrese aveva incassato 18 anni in primo grado e successivamente 17 anni e quattro mesi in Corte d’Assise d’Appello. 

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