"Last Day", rapine a biglietterie, banche e blindati: 6 condanne sono definitive

Le indagini erano partite a seguito di una rapina ad un portavalori da 78mila euro, sulla bretella autostradale Salerno-Avellino, all’altezza di Fisciano, che fece scattare la competenza territoriale per la procura di Nocera

Inchiesta «Last day», assalto ai blindati sull'asse Agro nocerino-Puglia: sei condanne diventano definitive. Questo quanto deciso in sede di Cassazione, con i giudici a respingere i ricorsi di sei imputati, avverso le sentenze della Corte d'Appello di Salerno. L'inchiesta aveva sgominato un gruppo di fuoco che puntava a rapinare portavalori con armi da guerra. In particolare, sono state confermate le pene di quattordici anni e dieci mesi per lo scafatese D.C. , 17 anni e sei mesi per il foggiano A.C. , cinque anni e otto mesi per il foggiano A.D.S. , quattro anni e sei mesi per A.P. di Cerignola, un anno e otto mesi per S.D.R. di Cercola, e un anno e otto mesi per il foggiano C.B.

L'inchiesta

I ricorsi contestavano contraddittorietà e illogicità delle sentenze, erronee applicazioni della legge, mancate partecipazioni dirette, vizi di motivazione e violazioni di legge. I giudici li hanno valutati infondati. Alcuni di questi riproducevano ulteriori elementi affrontati in altre sedi, correttamente analizzati dai giudici di secondo grado rispetto all’esistenza dell’associazione a delinquere, con tutti gli elementi tipici del reato, finalizzat ad una serie indeterminata di delitti e la consapevolezza dei partecipanti nel contesto della struttura in vista di uno scopo, sulla base di intercettazioni, colloqui e progetti di iniziative criminose condivise. La maxi inchiesta fu coordinata dal sostituto Gianpaolo Nuzzo, all'epoca a Nocera Inferiore, e condotta sul campo dalla Squadra Mobile di Salerno, Napoli, Foggia e Verona, che individuò un gruppo composto da campani (tre dell’Agro nocerino sarnese), pugliesi e albanesi, al quale furono contestate cinque rapine consumate tra la provincia di Salerno, Foggia, Napoli e Avellino. Le indagini erano partite nel febbraio precedente, a seguito di una rapina ad un portavalori da 78mila euro, sulla bretella autostradale Salerno-Avellino, all’altezza di Fisciano, che fece scattare la competenza territoriale per la procura di Nocera. Le armi utilizzate per gli assalti erano kalashinikov Ak-47, insieme a jammer per neutralizzare i sistemi di allarme satellitari. Il gruppo avrebbe anche studiato e preparato un colpo milionario in Germania, grazie a contatti in terra tedesca, documenti e mezzi per quello che fu definita la rapina della vita. Oltre ai blindati, nel mirino del gruppo ci finirono anche banche e uffici di biglietteria. Gli indagati potevano contare su di una disponibilità economica importante: solo le maschere utilizzate durante gli assalti costavano circa 600 euro. Il primo grado di giudizio aveva ritoccato al rialzo le pene, comminando pene più alte rispetto alle richieste formulate dal pm in aula.

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