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No ai domiciliari per scontare la pena, la Cassazione: "Stile di vita mai cambiato"

Il 43enne si è visto respingere il ricorso perchè “è incapace di modificare l’animus vivendi”. Ad influire anche i suoi precedenti e il possesso di una pistola, durante l'arresto

Niente misure alternative per uomo, salernitano, finito ai domiciliari in un centro di recupero per tossicodipendenti. Il 43enne si è visto respingere il ricorso dalla Cassazione, perchè “è incapace di modificare l’animus vivendi”. Riconoscendo l'aggravante dei precedenti penali pendenti.

Il fatto

L'uomo fu arrestato il 17 gennaio scorso per possesso di droga. Oltre a ciò, gli fu contestato anche il possesso di un’arma clandestina: una pistola giocattolo modificata, calibro 7,65, completa di caricatore e sei cartucce. La pistola era in casa, mentre la droga in un locale di sua proprietà. Proprio l'arma è alla base del diniego dei giudici per concedere all'imputato un piano di recupero terapeutico e i domiciliari. «Non è bastato presentare un piano di recupero e le certificazioni mediche che avrebbero cambiato il ragionamento, nel senso che se valutate avrebbero comportato un giudizio diverso», scrivono i giudici. L'uomo fu condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi, in primo grado. 

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