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Ance Salerno, il direttivo: "Piena leggittimità del nostro operato"

Secondo il direttivo: "I procedimenti giudiziari non mancheranno di accertare la realtà dei fatti e le responsabilità, civili e anche penali, di chi ha assunto decisioni non conformi ai valori associativi e alle più elementari regole di diritto"

Arriva la risposta del direttivo provinciale dell'Ance di Salerno all'ultimatum romano di pochi giorni fa. I componenti del direttivo Antonio Lombardi, Michele Allegretti, Angelo Grimaldi, Adriano Gugliucciello, Aniello Lanzara, Antonio Lanzara, Raffaele Pascale, Emanuele Radano e Guglielmo Saracca, infatti, ribadiscono la piena legittimità del loro operato e delle decisioni fin qui assunte, sia nel corso dell’ultima assemblea associativa che nelle successive riunioni del Consiglio Direttivo.

"I procedimenti giudiziari, già incardinati presso le sedi di Roma, Salerno e Vallo della Lucania non mancheranno di accertare la realtà dei fatti e le conseguenti gravissime responsabilità, civili e anche penali, di chi ha assunto decisioni non conformi ai valori associativi e alle più elementari regole di diritto - fanno sapere dal direttivo - Le uniche violazioni vanno ricercate nell’operato di chi, a Roma, ha voluto forzare l’applicazione di norme mai approvate, attuando una politica doppiopesistica tra le Associazioni aderenti, attribuendosi poteri e competenze che non trovano riscontro nelle norme associative, in totale spregio delle regole giuridiche, per imporre dall’alto decisioni e nomine del tutto contrarie al principio cardine della piena autonomia da Ance delle Associazioni territoriali aderenti".

"Ance Salerno e i suoi dirigenti - incalzano - hanno già inoltrato denunce circostanziate e documentate alla magistratura evidenziando tali comportamenti, e ribadiscono la ferma volontà di agire in ogni sede a tutela dell’autonomia, della dignità e della onorabilità di un’associazione, degli imprenditori e delle persone che la compongono, che si vedono quotidianamente ledere i più elementari diritti associativi non solo da decisioni arbitrarie, ma addirittura da esposti e documenti sottoscritti con firme palesemente e malamente falsificate, o con l’indicazione di imprese assolutamente ignare di quanto riportato nel documento. Anche su questo la magistratura non tarderà ad accertare la verità dei fatti e a perseguirne i responsabili" concludono dal direttivo.

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