Rissa nel carcere di Salerno, gli indagati scelgono il silenzio durante l'interrogatorio

L'unico a parlare è stato V.C. , di Pagani, che si è dichiarato «completamente estraneo ai fatti contestati», chiedendo l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sicurezza

Hanno scelto il silenzio davanti al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia i primi indagati nella maxi inchiesta della procura salernitana sulla rissa in carcere. Per le accuse sono tutti coinvolti  negli scontri avvenuti tra due gruppi all’interno del carcere di Fuorni. L'unico a parlare è stato V.C. , di Pagani, che si è dichiarato «completamente estraneo ai fatti contestati», chiedendo l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sicurezza non acquisite nel corso delle indagini, a fondamento della sua difesa.

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L'indagine

Gli altri indagati erano stati tutti raggiunti da ordinanza cautelare su disposizione del gip Giovanna Pacifico: tra questi, persone originarie di Salerno, Napoli e Pagani. La vicenda consumata nei padiglioni della struttura Salerno aveva riguardato due diversi schieramenti, fronteggiarsi a seguito di due accadimenti: Da un primo pestaggio si era poi passati ad una guerriglia vera e propria, fino ad un tentativo di insurrezione a seguito del quale sono rimaste ferite guardie penitenziarie e la direttrice del carcere. Si era trattato di «gravi fatti di violenza premeditati e ben organizzati», scriveva il gip rispetto all'accaduto, datato 5 aprile. Un «campo di battaglia», nel quale un gruppo di napoletani, al secondo piano della sezione A, aveva fronteggiato quello dei salernitani, alla sezione B dello stesso piano. All'origine di tutto vi sarebbe stato il pestaggio di A.C. , con la successiva ritorsione contro G.E. , da parte dei salernitani, e poi lo scontro tra i due gruppi di detenuti. I tre paganesi, secondo le ricostruzioni, arrivarono ad impossessarsi delle chiavi degli agenti, per tre volte. Prima dello scontro con i napoletani, il gruppo aveva fatto uscire i compagni dalle celle. La sommossa non riuscì, nonostante i salernitani fossero armati. Il gruppo dei napoletani brandiva invece sedie e bastoni, ma anche un estintore ed un idrante. Il quadro della vicenda non è ancora completo: l'indagine prosegue con nuovi accertamenti investigativi. 

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