Pontificale San Matteo 2020, il Vescovo Bellandi: "Troppa insofferenza e litigiosità"

"Troppi interrogativi sul futuro - ha detto - a cominciare dall'inizio dell'anno scolastico e dalla situazione economica delle imprese. La crisi è complessa, momento stortico delicato". Contatore degli ingressi, sanificazione delle mani, misurazione della temperatura corporea

Foto di Antonio Capuano

"Si evidenziano nella società civile segni sempre più numerosi di insofferenza e rinnovati elementi di litigiosità". Al cospetto di 200 persone, numero massimo di persone che hanno avuto accesso al Duomo di Salerno "per le note restrizioni alle quali abbiamo dovuto e voluto sottostare", l'Arcivescovo Andrea Bellandi ha parlato del delicato contesto sociale al tempo del Covid invitando "all'unità, alla fratellanza e alla testimonianza" durante il Solenne Pontificale in onore di San Matteo, Santo Patrono di Salerno. Assenti il Cardinale Martino e il precedente Vescovo Moretti, impossibilitati. Presenti il Prefetto Russo il Questore Ficarra, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno,Vincenzo Napoli, Paky Memoli in rappresentanza della Provincia, alcune rappresentanze delle diverse paranze. "Siamo in un momento storico gravido di proccupazioni, interrogativi sul futuro, a partire dall'inizio dell'anno scolastico e al settore economico - ha detto Bellandi - Troppe imprese guardano con ansia al proprio futuro. Si possono a volte notare a livello delle istituzioni alcune carenze su decisioni da prendere ma non bisogna dimenticare che la crisi che attraversiamo è complessa, difficile da affrontare e carica di conseguenze diversificate. Il problema è che talvolta sembrano prevalere logiche e prospettive individualistiche, che facilitano la conflittualità sociale. Si registrano atti di efferata violenza verso persone più debole. Si tratta della punta di un iceberg che il Covid-19 ha accentuato ma di certo non generato dal nulla"

Enciclica e testimonianza

"Risulta quanto mai significativa e appropriata la decisione del Santo Padre Francesco di dedicare la sua terza enciclica – ha detto Bellandi - che sarà da lui firmata il prossimo 3 ottobre sulla tomba di San Francesco ad Assisi. E' dedicata al tema della fratellanza e dell’amicizia sociale e che avrà come titolo programmatico: “Fratelli tutti”. Sarà un documento da cui sicuramente tutti e ognuno, ai diversi livelli di responsabilità, dovremo trarne motivi profondi di riflessione e anche di “conversione”, se vogliamo che il futuro della nostra società e – più in generale, del mondo intero – si incammini verso prospettive di maggiore giustizia, solidarietà, collaborazione comune. Certamente noi cristiani dobbiamo essere i primi non solo ad indicare la strada verso una società più umana e fraterna – diciamolo pure, più evangelica – ma dobbiamo soprattutto essere in prima fila a testimoniarla possibile, con il nostro esempio e la nostra buona volontà. Questo perché siamo stati raggiunti, scelti e convocati dal Signore e dalla sua parola salvifica ad esserne i primi testimoni credibili".

Salerno e San Matteo

"Da tempo immemorabile questa città ha trovato nel suo Santo Patrono Matteo e in ciò che la sua vita rappresenta e testimonia, ovvero tutta la grandezza e ricchezza dell’annuncio evangelico e della tradizione cristiana, un punto di riferimento fondamentale per costruire una vita sociale fondata sugli ideali del rispetto della persona, dell’uguaglianza, dell’accoglienza della difesa del più debole, della carità - ha concluso Bellandi - Quest’anno, nel quale non si svolgerà la processione, siamo forse provvidenzialmente “costretti” a ritornare all’origine vera e autentica della nostra devozione a San Matteo, per ritrovarne lì le radici più profonde e spirituali. Chiediamo quindi allo stesso San Matteo – e tramite lui al Signore –  che ci aiuti a ritrovare nel patrimonio della fede i motivi adeguati e la forza necessaria per vivere in pienezza il nostro compito e la nostra responsabilità di cristiani in questo difficile ma stimolante “cambiamento d’epoca”, come lo chiama Papa Francesco. Sarebbe un modo per onorare e festeggiare il nostro Patrono con più verità e maggior frutto, per ciascuno di noi e per l’intera comunità – civile ed ecclesiale – di Salerno".
 

La litugia della Parola

La prima lettura, tratta dal Libro del Deuteronomio, è lo Shemà Israel, "Ascolta Israele". E' Mosé che parla al popolo. La parola di salvezza che risuona in tutto il mondo è anche il filo conduttore del Salmo. Dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini: l'unità dello Spirito attraverso il vincolo della pace, con un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. La parola di Dio risuona in Cattedrale. Dal Vangelo secondo Matteo: "Gesù vide un uomo chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte. Gli disse: "Seguimi". Egli si alzò e lo seguì".

Il saluto delle istituzioni

"La nostra Salerno si stringe intorno al Santo Patrono. San Matteo è uno degli elementi più vivi dell'identità salernitana e ci aiuta a sviluppare ancora di più la nostra appartenenza comunitaria. Auguro a tutti noi di vivere in salute e serenità insieme con i nostri cari - ha detto il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli - Rivolgo un pensiero particolare ai malati ed a tutti quelli che si prodigano per l'assistenza, l'aiuto ed i servizi essenziali. Auguro a tutti noi di continuare a costruire, insieme ed ogni giorno, una comunità unita, coesa e solidale come siamo riusciti a dimostrare in questa fase storica così complessa e difficile".

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La sicurezza

Totem, contatore degli ingressi, sanificazione delle mani, mascherine e distanziamento. Comincia così, in Cattedrale, il Pontificale in onore di San Matteo, Santo Patrono di Salerno. Il protocollo anti-Covid ha impedito il consueto bagno di folla: 200 ingressi consentiti in Duomo, fino ad esaurimento posti. Le Sante Messe sono state frequentate fin dalle prime ore del mattino. Dopo quella delle ore 9.30, che precedeva il Solenne Pontificale, molti fedeli hanno lasciato la Cattedrale da un'uscita secondaria, transitando per la Cripta. In contemporanea, sono cominciate in Duomo le operazioni di sanificazione, propedeutiche alla celebrazione, cuore del programma religioso e dei festeggiamenti. Senza fuochi, non autorizzati dalla Questura, e senza processione (sostituita nel pomeriggio dalla veglia di preghiera), i salernitani avrebbero voluto subito raggiungere le navate del Duomo per un saluto a San Matteo ma alle ore 10.30 il quadriportico è stato liberato, per ragioni di sicurezza.

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