Infarto dopo un litigio per una partita a briscola, la Cassazione: "Rifate il processo"

Beccò un pugno dopo durante una partita a briscola, poi morì. La Cassazione ha deciso che dovrà essere celebrato un altro processo per la morte di Luigi Serino, 60enne di San Valentino

Morì per una lite dopo una partita a briscola, ma la Cassazione decide che va fatto un nuovo processo sulla morte di Luigi Serino, il 60enne di San Valentino Torio deceduto a seguito di un infarto, generato - secondo quella che era l'accusa iniziale - da un litigio in un bar il 19 agosto del 2012.

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La sentenza

La Corte d'Assise d'Appello di Salerno aveva confermato l'assenza del nesso di casualità tra il pugno che fu sferrato a Serino, durante una lite, e l'infarto che poco dopo uccise la vittima, mentre tornava a casa in bicicletta. L'uomo si accasciò al suolo e fu anche soccorso da un'ambulanza, con il ricovero all'ospedale di Sarno. Ma fu tutto inutile. Il tribunale, tuttavia, aveva assolto M.R. , 55enne accusato di omicidio preterintenzionale. La famiglia di Serino aveva però presentato ricorso alla Suprema Corte di Cassazione, per la mancata «affermazione della penale responsabilità per il reato di omicidio preterintenzionale», sostenendo che M.R. non era intervenuto per sedare una ilte, ma per colpire Serino con un pugno al volto. La vittima, infatti, stava litigando con una terza persona. Per la Cassazione, «l'esistenza di fratture al naso e lesioni al costato dell'uomo deceduto a 60 anni evidenziano la necessità di approfondire il ruolo dell'azione violenta di M.R. all'interno della sede causale degli accadimenti, onde poter affermare che tale azione non abbia rivestito, al di là della logica e delle cognizioni medico-scientifiche, alcun ruolo nella determinazione dell'evento letale». I giudici hanno dunque inviato gli atti al tribunale di Salerno per un nuovo processo. 

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