Sanità, parla Polichetti (Fials): "Rivedere alcuni punti cruciali dell’organizzazione dell’assistenza"

Bisognerà lavorare ad un progetto comune, insieme ad ingegneri, architetti ,bioingegneri, informatici, esperti di telemedicina, medici, personale paramedico e quanti altri vorranno con le loro competenze

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

La pandemia da Covid19 ha avuto un grosso impatto sui sistemi sanitari dei Paesi coinvolti mettendo a nudo alcune criticità che a nostro parere andrebbero corrette con l’obiettivo di ottimizzare l’uso delle risorse economiche ed umane impegnate, alla costante ricerca di risultati sempre più soddisfacenti e standards di assistenza più elevati.

Bisogna ripensare alla assistenza sanitaria del futuro perché scenari analoghi potranno riproporsi ripetutamente anche quale prezzo che l’umanità dovrà corrispondere a fronte di un processo di globalizzazione che certamente non potrà arrestarsi; sarebbe anacronistico pensare il contrario, purtroppo.

Lo ha osservato il responsabile alla Sanità della Fials di Salerno, il dottor Mario Polichetti. "Nell’assistenza sanitaria del prossimo futuro dovrà, a nostro parere, avere un ruolo centrale la nostra abitazione che per quanto possibile, dovrà essere dotata della tecnologia adeguata unitamente alle infrastrutture edilizie, connessa via internet per la telemedicina alle centrali operative ed ai servizi come i laboratori di analisi e la diagnostica per immagini, il tutto per consentire di effettuare una ottimale assistenza di base integrata e riservare il trasferimento in ospedali più tecnologici e “smart” solo di pazienti acuti che richiedono il trattamento urgente, sia esso chirurgico e/o medico intensivo", ha aggiunto il dottore.

L'appello

"Bisognerà lavorare ad un progetto comune, insieme ad ingegneri, architetti ,bioingegneri, informatici, esperti di telemedicina, medici, personale paramedico e quanti altri vorranno con le loro competenze contribuire alla creazione di un nuovo modello organizzativo e gestionale - conclude Polichetti-  che faccia ritornare il paziente ed il medico al centro della scena redistribuendo in maniera più ottimale le risorse con il fine ultimo di favorire cure sempre più ottimali, decongestionare i pronto soccorsi e creare unità operative in ospedali per “acuti” reali cui vengano in tempi brevi erogate le prestazioni necessarie.

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