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Caos Ruggi: Picariello (NurSind) chiede le dimissioni del Direttore Generale

Picariello, in una lettera, ha chiesto le dimissioni del Direttore Generale: ""L'AOU è al collasso. I motivi risiedono nelle più disparate motivazioni che sono di carattere strutturale, organizzativo,economico e di management"

Pasquale Picariello, segretario provinciale del NurSind, ha scritto una lettera al commissario governativo alla Sanità Regionale, al direttore generale del Ruggi, al sindaco di Salerno, alla RSU aziendale ed a tutti i lavoratori per porre l'attenzione sulla situazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona. "L'AOU è al collasso - esordisce Picariello nella lettera - I motivi risiedono nelle più disparate motivazioni che sono di carattere strutturale, organizzativo,economico e di management. Lo scellerato attacco alla salute pubblica sferrato dai vertici manageriali dell’Azienda e che nella persona dell’attuale Direttore Generale ha trovato la massima espressione negativa di quanto un ente pubblico possa fare. Si continua a lavorare nell’emergenza e nel completo disinteresse della politica e di una Direzione Generale e di un Staff Dirigenziale assente e superficiale nei confronti di segnalzione da parte dei cittadini. Tanto è ancora più grave - continua - giacché studiato a tavolino e programmato con chirurgica attenzione, e l’approssimazione con cui si è programmato il tutto è stata veramente deliquenziale".

"Abbiamo parlato di carenze strutturali, e bene viviamo, e lavoriamo, in un ospedale che non vede l’ombra di una ristrutturazione seria e definitiva - continua Picariello - Abbiamo mura piene di crepe, non rinfrescate da decenni tranne in alcuni selezionatissimi casi, abbiamo impianti che richiedono una rivisitazione globale, abbiamo ascensori che si bloccano continuamente,creando disagio all’utenza ed agli operatori stessi, che in alcuni casi sono costretti a perdere minuti preziosi per trasferire un paziente, abbiamo letti per degenza e carrozzine obsoleti che non garantiscono ne il paziente ne l’infermiere e camere di degenza con più pazienti di quelli che possono contenere. E tutto questo alla faccia delle norme vigenti sulla sicurezza e prevenzione infortuni".

Picariello, quindi, si rivolge a tutti quelli che ancora credono in un progetto di miglioramento del servizio sanitario e hanno il potere di poterlo cambiare. "Oggi noi chiediamo - incalza, quindi, nella lettera - Le dimissioni del Direttore Generale e del suo Staff; l'immediato adeguamento dei posti letto all’interno delle U.O.; lo sblocco del turn over con l’avvio di una mobilità extra regionale cosi come avvenuto per i dirigenti edicie già avviate all’interno di altre Aziende della Regione Campania, secondo criteri di equità, legalità e giustizia; l'adeguamento strutturale di tutti i reparti, non possiamo più assistere all’interno di uno stesso ospedale reparti di serie a e altri di serie b i cittadini non possono essere trattati diversamente in base alla patologia e l'implementazione in pianta organica del personale OO.SS. in modo da evitare il continuo demansionamento del personale infermieristico in primis e di tutto il personale sanitario non medico garantendo una assistenza di qualità e per garantire i riposi settimanali spettanti a tutto il personale senza un sovraccarico a causa di turni aggiuntivi con sottrazione e rinuncia alla stragrande maggioranza di tempo di tempo alla vita privata-familiare degli operatori".

Il segretario del NurSind, infatti, ritiene il Direttore Generale responsabile delle aggressioni che avvengano in tutti i reparti nei confronti di medici e infermieri, costretti a subire le ingerenze dei cittadini costretti a subire a loro volta, le mancate risposte ai bisogni reali dei cittadini da parte dell’Azienda, delle carenze igienico-sanitarie dovuto al sovraffollamento delle stanze di degenza, di non aver provveduto alla riqualificazione della rete territoriale che prevedeva una assistenza sanitaria medico-infermieristica e socioassistenziale di base con l’obiettivo di ridurre i ricorsi al pronto soccorso e ai ricoveri per assistenza primaria e di soccorso di base cosi come previsto dalle elementari normative nazionali e di non avere l’umiltà di considerare il proprio operato inadeguato e di rimettere le proprie dimissioni e quelle del suo Staff lasciano ad altre persone capaci di dare risposte razionali di salute a un popolo che non merita questo indegno calpestio del più elementare diritto quale quello della salute.

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