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Vendono auto di lusso per evitare sequestro: in tre rischiano processo nell'Agro

L'indagine iniziale partì dopo la simulazione di vendita di 22 vetture ad una società di fatto inesistente ed intestata ad un prestanome

Rischiano il processo in tre, così come chiesto dalla Procura di Nocera Inferiore, per autoriciclaggio e per aver tentato di impedire un sequestro da parte del tribunale di Nocera Inferiore. Sullo sfondo, il settore della compravendita di auto di lusso. Tra gli indagati padre e figlio, di Sant'Egidio del Monte Albino ed una persona di Vallo della Lucania, parente dei primi due. L'indagine iniziale partì dopo la simulazione di vendita di 22 vetture ad una società di fatto inesistente ed intestata ad un prestanome. Le 22 automobili di grossa cilindrata, tra le quali una Ferrari del valore di 150mila euro, venivano cedute con una falsa transazione in modo simulato ad un acquirente, per evadere le imposte e per sottrarle ad una misura cautelare reale, un sequestro già scattato in precedenza nel corso dell’indagine genetica, arrivata ad una precedente fase cautelare nello scorso mese di ottobre 2019.

Le accuse

Questo, sarebbe servito ad eludere le misure cautelari per sottrarre le vetture al sequestro in corso di esecuzione, con la falsa cessione a terzi per il tramite della società del prestanome coinvolto. Quest’ultimo aveva agito in prima persona nelle contrattazione, senza mai spostare i veicoli dalla propria concessionaria di lusso: nello stesso modo i responsabili avevano operato anche nel precedente procedimento, con le indagini della Procura a rivelare la commissione di analoghi reati finanziari, i cui proventi erano stati impiegati dagli indagati in attività imprenditoriali riconducibili a loro, sempre legate alla commercializzazione di auto di lusso che costituiscono il business al centro dell’indagine. In particolare, i militari avevano accertato, a carico di quattro individui, l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e l'impiego dell'Iva illecitamente evasa attraverso la costituzione di varie società "schermo" create ad hoc per il sistema criminale. Ora la richiesta di rinvio a giudizio, che finirà al vaglio del gip. 

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