Calci e pugni per rapinarlo dell'auto, poi la tentata estorsione per restituirla

La vittima fu derubata di due autovetture, che stipate in una carrozzeria, dovevano cambiare identità, perdendosi a danno del titolare

Rispondono di rapina in concorso, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e ricettazione ed estorsione, a vario titolo, due persone che ora rischiano il processo. Il primo, 42enne di Pagani e il secondo, di San Marzano sul Sarno, di 51, avrebbero portato via un’autovettura prendendo a pugni il legittimo proprietario, che poi denunciò i fatti dando il via all'indagine.

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La storia

Ad agosto 2013, uno dei due aggredì il proprietario dell’auto con dei pugni al volto, prendendogli le chiavi e asportando anche l’auto, una Lancia Y, per ottenere il passaggio di proprietà di un fiat Ducato acquistato dalla stessa vittima. Le minacce telefoniche, con la rapina dell’auto a fare da compensazione al mancato trasferimento dell’altro mezzo, un camioncino. «Ti incendio la macchina e incendio pure te - avrebbe minacciato uno dei due imputati - secondo l'accusa, vieni a Castellammare». I calci e pugni sferrati dall'imputato chiusero il conto ed ottenere la remissione del veicolo. Entrambi rispondono di ricettazione per aver depositato due auto, la Lancia Y e un’altra auto finita in un altro procedimento contestato ad un terzo soggetto, stralciato da questo processo, «al fine di renderle irrintracciabili al legittimo proprietario». La vittima fu derubata di due autovetture, che stipate in una carrozzeria, dovevano cambiare identità, perdendosi a danno del titolare. Ma i due rispondono anche di estorsione, per aver minacciato di non restituire le auto, chiedendo alla vittima 7000 euro, prima, costringendolo a versare un acconto di 1800 euro in contanti: nel portafogli i due imputati trovarono solo cinquanta euro, nonostante il titolare dell'auto avesse sostenuto diversamente. 

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