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Estorsione ai commercianti dell'Agro per volere del "clan", condanne confermate

La Suprema Corte rende definitive le condanne per due uomini accusati di estorsione nei riguardi di alcuni commercianti, riconoscendo l'aggravante del metodo mafioso

Estorsione aggravata dal metodo mafioso, arriva la conferma delle condanne anche in Cassazione, che ha respinto il ricorso di M.E. di Angri e M.P. di Sant'Egidio, coinvolti insieme ad una terza persona in un'inchiesta della Procura Antimafia. Per quest'ultimo, F.M. , gli atti sono stati mandati a Napoli, in Corte d'Appello, per un nuovo vaglio.

Le accuse

I giudici in secondo grado avevano ritenuto i primi due colpevoli per il reato di estorsione consumata ai danni di alcuni commercianti dell’Agro, aggravata con il ricorso all’uso del metodo mafioso, rispetto al primo grado, che riconobbe il solo tentativo senza aggravante. I tre avevano poi fatto ricorso alla Suprema Corte, sollevando diversi vizi nella sentenza. Ma dichiarati inammissibili dai giudici, sottolineando ad esempio che almeno per uno dei due, l'atteggiamento tenuto verso le vittime fu legato al riferimento esplicito ad un clan di camorra dell'Agro nocerino.

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