Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Omicidio della piccola Jolanda, 24 anni alla mamma: ergastolo per il papà

Nel pomeriggio, la condanna per entrambi. Per la donna è stata sospesa la responsabilità genitoriale fino alla durata della pena. Decaduta, invece, quella per il marito

Furono i due genitori della piccola Jolanda, Giuseppe Passariello e Immacolata Monti, a ucciderla. Almeno secondo la Corte d'Assise di Salerno che ha condannato oggi pomeriggio il primo all'ergastolo e la seconda a 24 anni di reclusione. Le accuse erano di omicidio e maltrattamenti in concorso. Riconosciute le generiche alla donna, di 33 anni. 

L'indagine

Serviranno novanta giorni per il deposito della sentenza. Tra gli elementi di prova, la Procura aveva evidenziato, nella sua requisitoria, la breve conversazione tra i due avvenuta all’interno del commissariato di polizia di Nocera Inferiore, che fu registrata grazie alle intercettazioni ambientali, nel corso della quale entrambi fecero riferimento al cuscino che sarebbe stato utilizzato per soffocare la piccola. Per la difesa, invece, la bambina era morta di cause naturali. Il suo corpicino fu trovato pieno di segni di evidenti maltrattamenti - tra bruciature ed ecchimosi - consumati - dal 6 giugno 2019 fino al giorno della morte, il 21 giugno. A chiamare i soccorsi dopo aver notato che la piccola non respirava più fu un'amica della madre, dietro sua richiesta. La madre della piccola sostenne in un interrogatorio che quei segni erano il risultato di alcuni atteggiamenti rozzi del marito verso la piccola. Atteggiamenti mai denunciati alle autorità, per timore di essere picchiata. Il padre, invece, riferì di aver curato la figlia in casa, senza mai averla portata da un medico, con metodi inadeguati e rudimentali, secondo l'accusa. Le intercettazioni ambientali registrate poi in commissariato, a Nocera, tra i due genitori, dopo la convocazione a seguito degli atti propedeutici a quanto accaduto, appesantirono il quadro indiziario nei loro confronti. Frasi come "l'omicidio lo abbiamo fatto", "il cuscino dovevamo buttarlo" e "la verità non deve mai venire fuori", tutte pronunciate dalla coppia, rafforzano e giustificano la richiesta di carcere a vita del pm Roberto Lenza. Per l'accusa, infatti, la piccola probabilmente fu uccisa con un cuscino. Nel pomeriggio, la condanna per entrambi. Per la donna è stata sospesa la responsabilità genitoriale fino alla durata della pena. Decaduta, invece, quella per Passariello.

La difesa

 "E' una sconfitta della comunità perchè sono fatti che non si devono verificare e se si verificano esprimono un disagio sociale gravissimo", ha detto all'Ansa l'avvocato Vincenzo Calabrese, legale di Immacolata Monti. "Poi le responsabilita' personali, se esistono, sono responsabilità personali. La Corte, eventualmente, le ha ritenute. Attendiamo di leggere la sentenza"

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