Stalking ai vicini di casa, pedinamenti e auto davanti al garage per non farli uscire: a processo

Nel mirino di G.P. , originario di Pagani, erano finiti una donna e suo figlio. Tra maggio 2018 fino all’avvio del procedimento penale, l’uomo avrebbe ingiuriato la donna, pedinandola ed attendendola all’uscita, o al rientro da casa

Rischia il processo con l’accusa di stalking e di violenza ai danni del vicinato. Nel mirino di G.P. , originario di Pagani, già noto alle forze dell’ordine, erano finiti una donna e suo figlio. Tra maggio 2018 fino all’avvio del procedimento penale, l’uomo avrebbe ingiuriato la donna, pedinandola ed attendendola all’uscita, o al rientro da casa, per offenderla con parole pesanti e offese volgari.

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Le accuse

«So dove prendi i soldi per ristrutturare casa», urlava l’uomo, additandola come una poco di buono tra ingiurie e intimidazioni. L’imputato, per l’accusa, era arrivato a minacciare la donna con un coltello tra le mani, mimando il gesto nell’atto di recidere la gola: «Ti uccido», spiegava, tanto per chiarire la sua ostilità contro la donna. Alle parole e ai comportamenti contro di lei, mirati e protratti, si aggiungevano quelli contro il figlio della donna. Mentre la donna veniva perseguitata con un continuo lavoro di appostamento, portato avanti fino alle pertinenze dell’appartamento, dove si trovava il garage intorno alla casa, con tanto di pedinamenti a piedi o in macchina. Secondo le accuse, ancora, l'imputato infastidiva la donna parcheggiando l’autovettura davanti al suo garage, impedendole di utilizzarlo. La vittima era arrivata a fittare un’altra autorimessa pur di non incappare nei problemi provocati dall’uomo. A quel punto è toccato al figlio: quando era necessario lasciare la vettura nel cortile della propria abitazione, allo stesso modo compariva l'imputato: se avessero lasciato l’auto in cortile, infatti, lui avrebbe reagito adoperando una chiave in modo da danneggiarla. A tale follia mamma e figlio hanno risposto con una denuncia, ora arrivata alle soglie del processo con la richiesta di rinvio a giudizio per l’imputato. Ora deciderà il giudice per l’udienza preliminare. 

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