La madre della piccola Iolanda e il triste passato: il padre ucciso dalla camorra

E' il fatto drammatico che si cela dietro il passato della donna, indagata oggi a piede libero per l'omicidio della figlia

Il padre di Imma Monti, Buonaventura, la madre della piccola Iolanda, morta ad otto mesi giorni fa a Sant'Egidio del Monte Albino, fu ucciso insieme al fratello Matteo dal clan Alfieri-Galasso. E' il fatto drammatico che si cela dietro il passato della donna, indagata oggi a piede libero per l'omicidio della figlia. Fu un caso di lupara bianca e i corpi furono ritrovati alcuni anni dopo in una fossa comune grazie alle rivelazioni del pentito Pasquale Galasso. La circostanza emerse, poi, con maggiori dettagli dopo un maxi blitz nel 1994, contro molti degli esponenti dei clan di quel periodo. Anche dell'Agro nocerino sarnese. Tra i tanti capi d'imputazione, decine di omicidi, a raccontare quella guerra tra la Nco di Cutolo e la Nuova Famiglia di Carmine Alfieri. Proprio i fratelli Monti, dopo un omicidio, furono convocati da Pasquale Galasso. Poi sequestrati e buttati in una fossa comune, in cima ad una collina. Dei due non si ebbero più notizie, fino a quando non arrivò il pentimento di Pasquale Galasso, che fece ritrovare le vittime della lupara bianca. Il luogo in questione era una collina a Poggiomarino. Uno dei tanti episodi chiusi nella storia della camorra degli ultimi 30 anni, che oggi riemerge a seguito di una tragedia, quella della piccola Iolanda, figlia di Imma Monti e Giuseppe Passariello, morta ad otto mesi a seguito di maltrattamenti

L'interrogatorio del papà

E intanto oggi si è difeso, per almeno quattro ore, da ogni accusa, Giuseppe Passariello, il padre della bimba di otto mesi deceduta tra venerdi' e sabato notte nella frazione di San Lorenzo, a Sant'Egidio. Il 37enne da domenica sera e' in carcere a Salerno icon l'accusa di omicidio aggravato, destinatario di un provvedimento di fermo d'indiziato. Stamane l'uomo e' comparso dinanzi al gip Luigi Levita per l'udienza di convalida che si e' svolta nella casa circondariale di Salerno. Difeso dall'avvocato Silvio Calabrese, il 37enne si e' difeso dalla pesante accusa che gli viene contestata dalla Procura di Nocera Inferiore, ricostruendo quanto accaduto in quella tragica sera. Il giudice per le indagini preliminari si e' riservato la decisione che dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio

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