Droga e armi "custodite" da una famiglia di Sarno, ma gli indagati si difendono

Si sono difese tre delle quattro persone finite in un blitz della procura di Nocera Inferiore, giorni fa, a Sarno, con accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e possesso di armi

Si sono difese tre delle quattro persone finite in un blitz della procura di Nocera Inferiore, giorni fa, a Sarno, con accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e possesso di armi. A finire destinatari di una misura cautelare A.Z. , 42enne imprenditore impegnato nella rivendita di auto e già detenuto, e la convivente di 40 anni, sottoposta agli arresti domiciliari.

Le accuse

Secondo le indagini, i due, insieme ad altre due persone, un 54enne destinatario del divieto di dimora a Sarno e un 31enne sottoposto all'obbligo di firma, avrebbero tenuto nelle loro disponibilità droga e armi. L'inchiesta era partita al luglio scorso, con l'arresto dell'imprenditore, dopo la scoperta di oltre 7 chili di cocaina, 18 di hashish e 50 grammi di marijuana, insieme a due pistole complete di munizionamento, trovati nei pressi della sua abitazione. Dinanzi al gip Leda Rossetti, questa mattina, tre su quattro hanno scelto di rispondere alle domande del giudice, disconoscendo la proprietà di quei chili di droga e delle armi. Sui soldi sequestrati, quasi 500mila euro, A.Z. ha spiegato che si trattava di soldi derivanti dalla sua attività lavorativa, e non provento di un'attività legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nell'indagine condotta dalla procura di Nocera Inferiore sono indagate complessivamente otto persone.

I sequestri

A finire sotto sequestro erano state anche una Rango Rover Evoque ed una Honda ADV 750, nelle disponibilità dell'imprenditore. Attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti avevano ricostruito la presunta responsabilità dei quattro - tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare - nella detenzione di droga e il possesso illegale di armi. Nel collegio difensivo, gli avvocati Massimiliano Forte, Giovanni Annunziata e Vincenzo Calabrese. Per il resto degli indagati, lo stesso gip aveva rigettato le misure cautelari chieste dalla procura. La quarta persona sottoposta a misura personale si è avvalsa della facoltà di non rispondere. 

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