Cronaca

Compensi per gare d'appalto post frana, i giudici: "Fu danno erariale"

I giudici contabili riconoscono anche in Appello una condanna tutta in denaro che dovrà essere liquidata da tre funzionari del governo, ai quali sarebbero stati versati compensi - non previsti - per l'iter per gare d'appalto per il post frana a Sarno

Frana e gare d'appalto: la Corte dei Conti ha riconosciuto anche in Appello il danno erariale commesso da funzionari regionali per l'evento che colpì il comune di Sarno il 5 e il 6 maggio 1998. Il contesto riguarda quei soldi liquidati a funzionari e consulenti della Regione, come componenti di commissioni, per l'aggiudicazione di gare legate ai primi interventi a loro volta finalizzati a fronteggiare i primi danni causati dall'evento. Il danno è stato quantificato in circa 102mila euro, distribuito tra Agostino Magliulo, Vincenzo Baroni e Fernando De Angelis. Dopo aver dichiarato lo stato d'emergenza, il Ministero emanò apposita ordinanza per i comuni di Sarno, Quindici, San Felice, Bracigliano, Siano e Cancello. Gli interventi comprendevano anche le opere per prevenire rischi e danni per popolazione e infrastrutture, oltre ad attività di progettazione necessarie per avviare il riassetto idrogeologico delle aree interessate. Oltre ai fondi statali, erano comprese anche risorse finanziarie comunitarie, regionali e locali. Il commissario designato si avvalse degli uffici regionali e delle amministrazioni dei comuni interessati. Nella sentenza di primo grado, la Corte dei Conti aveva già emesso una prima condanna per Magliulo, coordinatore del Commissario delegato, De Angelis, responsabile settore finanziario del Commissariato e Versace, vice commissario delegato

In appello, i giudici contabili hanno in sostanza rideterminato la cifra da liquidare, inquadrandola come spesa aggiuntiva e non prevista. L'attività partì dopo la lettura di una relazione del Servizio ispettivo di Finanza pubblica della Ragioneria dello Stato. "Le ordinanze commissariali - scrivono i giudici - ritenute foriere di danno dalla Procura e dal Giudice territoriale non stabilivano affatto una deroga all'ordinario principio di omnicomprensività della retribuzione dei dirigenti e dei dipendenti della Struttura commissariale, poichè il compenso per le attività della stessa compiute dai dirigenti e dai dipendenti era già ampiamente contemplato" dall'ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri del 20 maggio 1998. Tale norma - continuano i magistrati - prevedeva un compenso mensile forfettario, rapportato allo stipendio base già percepito, per i dirigenti, risultato dell'attività straordinaria da ritenersi omnicomprensiva di tutte le attività commissariali; i dipendenti, comandati o distaccati da altre strutture, a loro volta, percepivano il compenso per il lavoro straordinario, ovviamente a seguito della verifica della sussistenza dei presupposti". 

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