Frana a Sarno, nuovo scontro tra Comune e Stato sui risarcimenti: nuova udienza

Ad oltre 20 anni dal fatto, la giunta comunale ha dato mandato ai legali di opporsi alle rivendicazioni delle istituzioni superiori, che chiedono di attribuire al Comune la responsabilità dell’accaduto, e quindi i relativi risarcimenti

È fissato per il prossimo gennaio il giudizio davanti alla Corte d’Appello di Salerno per la gradazione di colpa chiesta dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Viminale, tramite l’avvocatura dello Stato, contro tre sentenze del Tribunale di Salerno per i risarcimenti relativi alle vittime sarnesi della frana del maggio 1998. Ad oltre 20 anni dal drammatico episodio, la giunta comunale di Sarno ha dato mandato ai legali incaricati per opporsi alle rivendicazioni delle istituzioni superiori, che in realtà chiedono di attribuire, in tutto o in parte, al Comune di Sarno la responsabilità dell’accaduto, e quindi i relativi risarcimenti, in particolare in questi specifici casi riguardanti tre nuclei familiari.

Il fatto

Ad oggi resta in sospeso la querelle tra Stato e amministrazione comnale per i familiari delle vittime, a partire dalla prima pronuncia della Corte d’Appello di Napoli del 2011, che riconobbe la responsabilità civile con condanna al pagamento per l’ex sindaco di Sarno, Gerardo Basile , la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Interno e il Comune di Sarno. Le successive azioni risarcitorie dei cittadini per quantificare i danni per la perdita dei propri congiunti, legati all’alluvione, sono a loro volta collegate al problema tra Stato e comune. Il primo, non accetta la quantificazione, addebitando in tutto o in parte i risarcimenti, con la contestata suddivisione delle responsabilità tra il Comune di Sarno, presidenza del Consiglio dei Ministri, Viminale ed ex sindaco, pronunciando le ordinanze in e condannandoli in toto al risarcimento dei danni a favore dei ricorrenti. Le strutture centrali dello Stato ritengono inadeguate le pronunce, in quanto le maggiori responsabilità, secondo il loro parere, sarebbero da attribuire all’ex primo cittadino e al Comune sarnese.

I passi futuri

Da qui, le continue impugnazioni, demandate alla Corte d’Appello di Salerno. Lo Stato vuole una diversa gradazione di responsabilità, secondo cui il pagamento stabilito in solido ed in parti uguali deve essere rideterminato dalla Corte d’Appello: i difensori dei cittadini, assistiti tra gli altri dai legali Antonio Carrella e Giuseppe Mauriello, proseguono così la loro battaglia per il riconoscimento degli indennizzi, a fronte di lutti e perdite entrate nella conta delle vittime. In pronunce precedenti, la Corte d’Appello di Salerno aveva respinto le rivendicazioni pretese degli organi ministeriali, ribadendo le decisioni di primo grado. La presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno sono obbligati al pagamento in favore dei parenti delle vittime della frana, con la quota di competenza del Comune di Sarno pari al 25%. In questo caso, i ricorsi delle famiglie ricorrenti sono quattro, di cui tre accorpati, con la rideterminazione dei risarcimenti e le relative porzioni chieste dall’avvocatura dello Stato. 


 

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