Evasione milionaria per un imprenditore di Sarno, rischia il processo

Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe distrutto e occultato le scritture contabili di una società, facendo sparire altri documenti fiscali obbligatori, con lo scopo di evadere l’imposta sul reddito per quattro anni

Rischia il processo per evasione fiscale e violazione della normativa fiscale un 77enne imprenditore, titolare di una società impegnata nel settore arredo di locali pubblici e bar. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe distrutto e occultato le scritture contabili della società, facendo sparire altri documenti fiscali obbligatori, come fatture attive e passive, con lo scopo di evadere l’imposta sul reddito e sul valore aggiunto per il quadriennio 2013-2014-2015-2016.

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L'indagine

Il 24 maggio 2018 l'uomo si sarebbe rifiutato di esibire la documentazione prevista, obbligatoria per legge, durante una verifica fiscale svolta presso al sua società, da parte della Guardia di finanza della compagnia di Scafati. Nel dettaglio, in violazione della stessa legge sulla tassazione dell’iva, avrebbe indicato nell’anno d’imposta 2013 un reddito pari ad un milione 397mila euro, con elementi passivi inesistenti per oltre due milioni di euro, evadendo l’imposta sui redditi per 337mila euro, e l’iva per oltre 466mila euro. Nel 2014, invece, avrebbe indicato 4.585mila euro di reddito, elementi passivi inesistenti per oltre 5 milioni di euro, evadendo imposta sui redditi per oltre 1 milione 200mila euro e iva per oltre 1.130mila euro. A seguire, la Finanza individuò per il 2105 un reddito per oltre un milione e mezzo di euro, con elementi passivi superiori ai due milioni, con evasione dell'imposta per oltre 366mila euro e l’iva per 442mila euro e rotti. Nel 2016, invece, sarebbero stati dichiarati elementi passivi inesistenti per oltre 2milioni e 800mila euro, con iva evasa per oltre 631mila euro. Gli accertamenti e le verifiche sono datate 26 settembre 2014 per l’anno d’imposta 2013, 30 settembre 2015 per l’anno d’imposta 2014, il ventotto settembre 2016 per l’anno d’imposta 2015 e il ventotto febbraio 2017 per il periodo d’imposta 2016. L'imputato risponde anche di una ulteriore violazione commessa nella qualità di rappresentante legale della società: nel 2016, "pur avendo percepito un reddito di oltre 2milioni 600mila euro, ometteva di presentare la relativa dichiarazione unica, evadendo il pagamento d’imposta per un ammontare pari a oltre 706mila euro calcolati". A decidere per un eventuale processo sarà il gip. 

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