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Pagani, ex affiliato NF impegnato nel volontariato: udienza per valutare sorveglianza speciale

A riguardo, visto il cambiamento di vita dell'uomo, la Corte di Cassazione ha deciso in suo favore, censurando anche il procuratore generale

Ci sarà una nuova pronuncia, dopo l'annullamento della Cassazione, sulla misura di sorveglianza decisa dai giudici del Tribunale di Salerno a carico del paganese Marcella Saggese , in passato vicino alla Nuova Famiglia e ritenuto autore di quattro omicidi - uno dei quali si era concluso con un cadavere scomparso. Oggi l'uomo fa volontariato per il 118 e ha cambiato vita. Proprio su questo cambiamento di vita, la Corte di Cassazione ha deciso in suo favore, censurando anche il procuratore generale

La storia

I giudici hanno annullato il provvedimento emesso dai giudici del Tribunale di Sorveglianza emesso il 14 febbraio 2019, con cui era stato sottoposto alla libertà vigilata. L'uomo aveva proposto ricorso lamentando «violazione di legge e vizio di motivazione», in particolare la sopravvalutazione, rispetto al suo futuro comportamento, dei trascorsi criminali senza considerare il percorso carcerario, la condotta successiva all'espiazione della pena, le condizioni di vita individuale, familiare e sociale. In particolare, il legale spiegava di aver partecipato al trattamento rieducativo, «tanto da ottenere la liberazione anticipata per tutti i semestri di detenzione; che la vicenda disciplinare menzionata dal Tribunale di sorveglianza si è risolta con l'archiviazione, avendo egli detenuto, all'interno della cella, attrezzi per tagliare la frutta e non veri e propri coltelli, che egli può contare sugli affetti familiari e svolge un'attività di volontariato, quale «soccorritore di ambulanza, nel settore di emergenza del 118 e trasporto infermi e disabili che, oltre a contribuire al suo reinserimento sociale, gli consente di percepire un rimborso spese, che la sua età e condizione rendono difficile il reperimento di una attività lavorativa stabile e che dalle informazioni trasmesse dalle forze di polizia emerge come egli non sia in alcun modo legato, all'attualità, a sodalizi criminali». La Cassazione ha ritenuto fondata la questione posta dall’avvocato difensore: secondo il percorso logico esplicato nelle motivazioni, l'applicazione, a pena espiata, della libertà vigilata, così come di ogni altra misura di sicurezza personale, non può prescindere dall’apporto che il ricorrente dà oggi alla società come volontario per disabili e malati.

Al contrario, il Tribunale di Sorveglianza, secondo la Cassazione, avrebbe «fondato il rigetto tenendo conto solo del suo corposo curriculum criminale». La militanza in passato nel clan avrebbe dovuto indurre i magistrati, dal punto di vista degli ermellini, a ricercare nuove informazioni sul percorso di vita del paganese, ora volontario del 118. Ecco perché ora la Sorveglianza dovrà decidere di nuovo su Saggese. Lo dovrà fare tenendo conto di questi aspetti.

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