Cronaca

Sarno, in carcere poi assolto dal tribunale: "no" al risarcimento per ingiusta detenzione

E' stato rigettato dalla Cassazione il ricorso presentato dal 49enne sarnese G.B. Il ricorso impugnava la decisione della Corte d'Appello del maggio 2009

E' stato rigettato dalla Cassazione il ricorso presentato dal 49enne sarnese G.B. , legato allo stato di ingiusta detenzione: il ricorso impugnava la decisione della Corte d'Appello che a maggio 2019 aveva rigettato la richiesta di riparazione, per un periodo di carcerazione trascorso nel 2000 tra carcere e domiciliari, per rapina ed estorsione a danno di un imprenditore. Per quei fatti, era poi arrivata una sentenza di assoluzione

Il ricorso

Ma per i reati dichiarati estinti per prescrizione, "essi costituiscono valido titolo cautelare", dicono i giudici rispetto alla decisione in Appello. "L'equa riparazione non spetta in caso di estinzione del reato per prescrizione, e che in ipotesi di processo avente ad oggetto più imputazioni, allorchè il provvedimento restrittivo sia fondato su più contestazioni, la condann anche per una sola di queste, che sia stata comunque autonomamente idonea a legittimare la comprensione della libertà, impedisce il sorgere del diritto alla riparazione, essendo irrilevante il proscioglimento da altre accuse". La sola giustificazione poteva riguardare, spiegano i giudici, una durata della custodia sofferta superiore a quella prevista dal reato, limitatamente alla parte eccedente, cosa non avvenuta in questo caso. Il calcolo complessivo della carcerazione somma sette mesi e ventisette giorni, inferiore per astratto e per quanto riguarda la pena inflitta in primo grado. "Il ragionamento della Corte territoriale - spiegano i giudici di Cassazione - è corretto, perchè hanno fatto esatta applicazione della norma". 

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