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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Sarno

Sarno, bombe artigianali nella borsa e insulti a politici, magistrati e carabinieri: condannata

Inneggiava all’Isis attraverso Facebook, poi collocò una bandiera dello Stato Islamico dinanzi agli uffici del Giudice di Pace di Sarno. Riuscendo a scomodare persino gli agenti dell’Antiterrorismo

Inneggiava all’Isis attraverso Facebook, poi collocò una bandiera dello Stato Islamico dinanzi agli uffici del Giudice di Pace di Sarno. Riuscendo a scomodare persino gli agenti dell’Antiterrorismo. Giorni fa, è stata condannata a 2 anni di reclusione (pena sospesa) A.M.M. , di 45 anni.

Le accuse a politici e carabinieri

La donna, dinanzi al gup, ha scelto di essere giudicata con rito abbreviato. Molte le accuse nei suoi confronti, come quella di aver tappezzato le mura cittadine di insulti rivolti a politici locali, nazionali e forze dell’ordine, con scritte inneggianti anche alla «jihad», la guerra santa. Non solo, fu denunciata anche perché in casa custodiva, qualche volta tenendone uno anche in borsa, degli ordigni artigianali. La procura di Nocera Inferiore le aveva, inoltre, contestato anche il reato di stalking verso un carabiniere. Sette i capi d’imputazione. La donna rispondeva di istigazione a delinquere, deturpamento di cose, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, diffamazione, oltraggio e stalking. Le indagini di polizia giudiziaria e carabinieri sulle attività della donna durarono circa due anni, da maggio 2016 allo scorso mese di aprile. Attraverso i social, gli inquirenti raccolsero una serie di frasi dal contenuto delirante e offensivo diffuse dall’imputata e dirette a politici locali, di Sarno in particolare, oltre che nazionali, colorate da espressioni oltraggiose dedicate anche ad organi di Governo, Parlamento e a dei magistrati di Nocera Inferiore.

L'indagine

Nel fascicolo della procura finirono foto di edifici, scuole e uffici dove la donna lasciava commenti offensivi e minacce esplicite. A denunciarla fu però un maresciallo dei carabinieri di Sarno: il militare, una donna, era stata più volte seguita e poi minacciata di morte dalla 45enne. «Ho tante belle cose nella borsa per potermi far arrestare stasera - avrebbe detto - Ho droga, bombe e bombolette spray, stai attenta, se hai il coraggio sparami, vai spara». Parole pronunciate e verbalizzate dal carabiniere, costretto a mutare le sue abitudini sul posto di lavoro. Una settimana dopo, la donna lanciò un petardo contro lo stesso militare, che riuscì ad evitarlo. Il piccolo ordigno esplose a pochi metri dalla sua auto. Così come per sindaco e amministratori, anche il carabiniere fu schernito con scritte riportate sui muri e sui social. La 45enne fu poi arrestata una notte, nel centro di Sarno, mentre custodiva in borsa una bomba artigianale con una miccia lunga 25 centimetri. La stessa era posizionata in un involucro circolare di plastica, dalle dimensioni di un contenitore per bibite. Oltre alla bomba artigianale, le fu anche sequestrato un manganello telescopico in metallo. 

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