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Sarno, neonata di origine cinese morta per "ustioni": prosciolti i medici

Una perizia della Procura di Nocera Inferiore ha scagionato sei medici del Villa Malta, accusati formalmente di omicidio colposo in concorso. Tra le ipotesi, quella che la neonata fosse morta a causa di ustioni provenienti dai raggi di una culla

Erano sei i medici indagati dalla Procura per il decesso di una bimba, di origini cinese, nata all'ospedale di Sarno. E sulla cui morte vi erano sospetti da ricondurre ad un'ustione dovuta ai raggi di un'incubatrice. La neonata, subito dopo la nascita, aveva trascorso qualche giorno in un’incubatrice con lampade a luci. Ma i risultati di una perizia, disposta durante le indagini dalla Procura, hanno appurato che la piccola era morta per una grave insufficienza respiratoria. Quando era nata, la neonata aveva mostrato un colorito con sfumature cutanee giallognole, spingendo il personale medico a trattare la cosa con speciali sorgenti luminose, ponendola in una culla provvista di lampade con emissione di raggi ultravioletti. Dopo poco però, le puericultrici constatarono la mancanza di segni vitali nella piccola. Ma i tentativi di rianimarla furono vani. Tra le ipotesi del decesso, sviluppate in fase investigativa, ci fu proprio quella di un’ustione causata dalla culla nella quale fu messa la neonata dopo il parto per la fototerapia. Ma quei raggi non producevano calore né ustioni. La morte avvenne per cause naturali, a seguito di una congestione polmonare che creò difficoltà all'infante qualche minuto prima di morire. Era il 6 febbraio 2016: la bimba era nata all’ospedale di Sarno il 30 gennaio.

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