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Furto di farmaci tra gli ospedali di Sarno e Scafati, condanna definitiva per un infermiere

L'uomo, di 63 anni, era stato condannato con rito abbreviato a 3 anni di reclusione, dinanzi al gup del tribunale di Nocera Inferiore, per peculato, falso in atto pubblico, furto aggravato e detenzione illecita di arma da fuoco 

Furto di farmaci tra gli ospedali di Sarno e Scafati, diventa definitiva la condanna per un infermiere di San Valentino Torio, con la Cassazione a respingere il ricorso presentato dalla difesa. L'uomo, di 63 anni, era stato condannato con rito abbreviato a 3 anni di reclusione, dinanzi al gup deltribunale di Nocera Inferiore, oltre al pagamento di 3mila euro di multa, con le accuse di peculato, falso in atto pubblico, furto aggravato e detenzione illecita di arma da fuoco. 

L'inchiesta

A processo, invece, c'erano finite altre nove persone, con l'inizio del dibattimento previsto per il prossimo 6 maggio, dinanzi al giudice monocratico Raffaele Donnarumma. Nella stessa udienza preliminare, il gup aveva disposto il non luogo a procedere per altre sette persone, molti dei quali medici dei due ospedali. L'inchiesta fu condotta dai carabinieri della stazione di San Valentino Torio, con l'iscrizione tra gli indagati di medici e infermieri, oltre che di privati cittadini. Con i primi in servizio agli ospedali di Sarno e Scafati. Figura centrale dell'indagine era proprio l'infermiere, con i carabinieri che scoprirono poi una rete di rapporti messa in piedi per assicurare favori ad amici e conoscenti. Non solo: la Procura ricostruì anche episodi di furti di farmaci nei due ospedali (in un caso anche presso l’Umberto I di Nocera Inferiore), che sarebbero stati sottratti da laboratori e armadietti per poi essere custoditi a scopo privato. Le accuse andavano dal peculato alla ricettazione, fino al furto e alla detenzione di armi in un solo caso. Gli episodi raccolti nelle varie informative furono molteplici: i farmaci venivano sottratti o per uso personale o dati ad amici e familiari, che spesso saltavano i turni in pronto soccorso e non pagavano il ticket sanitario, utile alla prestazione. 

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