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Sarno, "falso" nella dichiarazione per avere reddito cittadinanza: sequestro confermato

Questo quanto deciso per un 60enne di Sarno, che a marzo scorso fu raggiunto da un sequestro preventivo del Tribunale di Nocera Inferiore, riguardo 4500 euro che secondo gli inquirenti era stata percepibita indebitamente

Percepiva il Reddito di cittadinanza, ma non dichiarò gli immobili di proprietà, la Cassazione gli conferma il sequestro preventivo di una somma in denaro. Questo quanto deciso per un 60enne di Sarno, che a marzo scorso fu raggiunto da un sequestro preventivo del Tribunale di Nocera Inferiore, riguardo 4500 euro che secondo gli inquirenti era stata percepibita indebitamente. 

L'inchiesta

Il raggiro sarebbe stato possibile con una dichiarazione sostitutiva al posto dell’Isee, documentando un patrimonio immobiliare diverso da quella reale. Il 60enne aveva avuto un rigetto anche in sede di Riesame, decidendo così di andare in Cassazione. Nella sua difesa, aveva negato di aver raggirato lo Stato perchè il controllo sull'atto falso non sarebbe stato preventivo, ma successivo all'erogazione del reddito di cittadinanza, eccependo che «avrebbe comunque avuto diritto ai benefici del Reddito di cittadinanza anche se avesse inserito nella dichiarazione Isee le quote di proprietà dei terreni omessi». La tesi era stata accolta dal Riesame che aveva riconosciuto l'effettiva sussistenza delle condizioni richieste per l'ammissione del bonus. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ora motivandola: «Nel caso in esame, attraverso l'indicazione di una consistenza immobiliare diversa da quella reale, nella dichiarazione sostitutiva ai fini Isee, si è assunta una condotta che va a violare la disciplina speciale del Reddito di cittadinanza. Questo ha indotto in errore la pubblica amministrazione, conseguendo e procurando una somma che, alla stregua della condotta assunta e in applicazione della legislazione speciale, è da considerarsi indebita, cagionando nel contempo allo Stato un danno consistito nella erogazione della somma a chi non ne aveva diritto, non già perché privo dei requisiti richiesti, ma perché autore di una condotta elusiva e non trasparente».
 

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