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Sarno-Scafati, furto di farmaci e visite gratis: ci sono 12 medici indagati

La Procura di Nocera Inferiore chiude ufficialmente la maxi indagine su un giro di furto di farmaci e visite elargite gratuitamente a parenti e amici. Ventotto gli indagati, tra i quali molti medici e infermieri del Villa Malta a Sarno

Farmaci sottratti negli ospedali ed esami e visite gratuite per amici e familiari, senza pagare il ticket: la Procura di Nocera Inferiore chiude le indagini e iscrive nel registro degli indagati 28 persone. Dodici di queste, sono medici e infermieri in servizio all’ospedale Villa Malta di Sarno. L’enorme lavoro investigativo coordinato dal sostituto Roberto Lenza e svolto dai carabinieri della stazione di San Valentino Torio, insieme a quelli di Nocera Inferiore, abbraccia un arco temporale che va dal 2014 al 2016. Le accuse sono di peculato, ricettazione, furto e detenzione di armi. I primi riscontri i carabinieri li ottengono il 23 settembre 2015, con il ritrovamento di droga e di una pistola in casa di un pregiudicato, sospettato di custodire il tutto per conto di Alfonso Ferrante, l’infermiere ritenuto figura chiave dell’attuale inchiesta. Fu intercettando lui che gli inquirenti aprirono un nuovo filone, dove sullo sfondo c’erano gli ospedali di Sarno e Scafati, e per un singolo episodio anche l’Umberto I di Nocera Inferiore. Seguendo Ferrante, i carabinieri scoprirono una fitta rete di rapporti, quasi sempre finalizzata ad assicurare favori ad amici e conoscenti, insieme ad un’appropriazione sistematica di farmaci nei due ospedali, che venivano poi custoditi per scopi privati.

Le prime misure cautelari arrivarono il 12 gennaio scorso, con Ferrante ai domiciliari, la compagna Concetta Barba, dipendente di una ditta di pulizie, sottoposta al divieto di dimora, Immacolata Caldarelli, infermiera sospesa dall’Asl e Giovanni Strino, tecnico angrese in servizio allo Scarlato a Scafati, anch’egli raggiunto dal divieto di dimora. Nella chiusura indagine figurano ora anche altri medici di reparto e infermieri, oltre a quelli già citati. I nomi: Patrizia Albano, Filippo Angora, Teresa Carfora, Sergio Crescenzo, Rosalba Ferrante, Luciano Iovino, Paolo Scarpato, Domenico Tortora, Nancy Tortora e Giuliana Vespere. Per aver usufruito invece di visite gratuite e farmaci nelle proprie disponibilità, con accuse distinte, sono indagati anche Mattia Baselice, Mario Crescenzo, Giuseppe Comunale, Alfonso D’Ambrosio, Marianna De Filippo, Armando Della Porta, Giuseppe Landucci, Barbara Liwosz, Domenico Marciano, Galinova Marinova, Attilio Marrazzo, Antonio Nappi, Oksana Shestopalova e Antonio Vergati. Nei 24 capi d’accusa vi è di tutto: dalle sottrazioni di farmaci ad esami fatti effettuare ad amici e familiari, bypassando turni e il costo del ticket sanitario. In un caso, fu persino simulato un malore, che permise agli interessati di accedere al pronto soccorso con il codice d’emergenza.     

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