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Stoccaggio di rifiuti illegale, imprenditore di Sarno finisce a processo

Stando all'impianto accusatorio, con accertamenti che risalgono al 18 ottobre 2019, la società gestita dall'imputato avrebbe eseguito e consentito uno stoccaggio illecito di mille tonnellate circa di rifiuti speciali non pericolosi

Risponde di stoccaggio illecito di rifiuti speciali e utilizzo di un'area senza le previste osservazioni un imprenditore di Sarno, mandato a processo dalla Procura di Nocera Inferiore, dopo un'indagine condotta dai carabinieri del Noe

Le accuse

Stando all'impianto accusatorio, con accertamenti che risalgono al 18 ottobre 2019, la società gestita dall'imputato avrebbe eseguito e consentito uno stoccaggio illecito di mille tonnellate circa, per 1.650 balle individuate, di rifiuti speciali non pericolosi classificati su di un'area individuata a Sarno, in via Ingegno. Su di una superficie estesa per 2700 metri quadri, senza alcuna pavimentazione nè alcun sistema di impermeabilizzazione delle acque meteoriche di lavamento, in assenza di autorizzazione. Ancora, l'imprenditore risponde di mancata osservazione delle prescrizioni imposte nel provvedimento di autorizzazione emesso dalla giunta regionale della Campania, in materia di autorizzazioni ambientali e rifiuti di Salerno. Il giudizio riguarda la doppia imputazione, con violazioni del Testo unico del 2006 riguardante prescrizioni e autorizzazioni in materia di rifiuti e tutela ambientale. Nel caso specifico, secondo le indagini, i rifiuti individuati sono classificati come speciali e non pericolosi. I carabinieri posero tutto sotto sequestro, al termine di un sopralluogo. La vicenda partì dopo una fase di verifica e controlli sul territorio. Tutte le prescrizioni previste per la messa in sicurezza della massa di rifiuti, come l'isolamento e l'impermeabilizzazione del pavimento, senza alcuna specifica autorizzazione emessa in materia per il caso specifico, risultavano non espletate. La documetnazione non riguardava l'area interessata dallo stoccaggio, tracimando rispetto al perimetro previsto dalla Regione Campania. Inoltre, il meccanismo di protezione ambientale e di tutela del suolo non sarebbe stato messo in atto, sforando la superficie autorizzata. 

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