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Sbarco a Salerno, tra i migranti una bimba cieca e con problemi a gambe e mani

La piccola Baaharam è giunta al porto insieme ai suoi genitori e alla sorellina di 5 anni, che hanno chiesto alla polizia di poter curare la loro bambina. Ora la famiglia è stata portata in un centro di accoglienza a Policastro

Non solo centinaia di immigrati in cerca di un luogo sicuro in cui vivere, lontani dalla guerra e della povertà dei loro Paesi d’origine. Ieri mattina, a bordo della nave spagnola attraccata al pordo di Salerno, c’era anche una bambina di appena tre anni, di nome Baaharam, gravemente malata. Lei, infatti, è cieca e non ha la mobilità delle mani e delle gambe. Al suo fianco, per tutto il lungo viaggio, i genitori e la sorella di soli cinque anni, che sono stati costretti a lasciare la Libia per poter curare in Italia o altrove la bimba.

Ad assisterli sulla banchina del porto salernitano Sarà Moutmir, mediatrice culturale di origine marocchina della Flai Cgil, che spiega: “Quando la polizia gli ha chiesto il motivo della loro venuta in Italia, il papà ha detto che non cercava lavoro e non era scappato per la guerra o altro. Lui voleva solo salvare sua figlia. Con sé aveva anche la cartella clinica della bimba. Era molto impaurito - aggiunge - e, una volta toccata la riva, è scoppiato in un pianto liberatorio. Mi ha confessato di aver temuto di non riuscire a completare questo viaggio, lungo e complicato. Ha avuto il timore di non riuscire a mettere in salvo la moglie e le figlie. So che ora la famiglia è stata portata in un centro di accoglienza a Policastro”.    

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