"False dichiarazioni", archiviata la posizione del consigliere di Scafati Liliana Acanfora

"Posso anticipare - dice il consigliere - che sarà fatta chiarezza sull’intera vicenda, su chi ha trasmesso dati inesatti e su chi ha effettuato controlli superficiali al fine di comprendere se esiste un progetto doloso ordito a mio danno

Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della procura per l’avvocato Liliana Acanfora, consigliere comunale della coalizione “L’Altra Scafati”, indagata per false dichiarazioni durante l’accettazione della carica pubblica. Il gip ha accolto la richiesta della procura di Nocera Inferiore, nella figura del sostituto procuratore Roberto Lenza.

L'indagine

L’inchiesta riguardava altri consiglieri comunali di Scafati, indagati per presunte false attestazioni quando accettarono la carica elettiva, riferendo di non avere debiti con la pubblica amministrazioni, nè crediti esigibili nei confronti dell'Ente. Nello specifico, le accuse nei riguardi di Acanfora erano infondate. «I giudici hanno accertato - ha dichiarato alla Città - che le accuse a mio carico erano infondate perché era stata erroneamente, se con dolo o con colpa questo lo vedremo, posta a mio carico l’imposta Imu - per sei mesi - sull’immobile in cui risiedevo, stante non fosse dovuta. Inoltre non era stato calcolato il credito vantato nei confronti dell’Ente per imposte non dovute seppur corrisposte. Un errore banale che ha assunto i connotati dell’abnormità, per una incresciosa e spiacevole vicenda che ha visto il mio nome da neofita nel mondo politico, sbandierato sui quotidiani e sulle bocche di tanti che hanno saputo soltanto puntare il dito senza conoscere la realtà dei fatti. Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e nella magistratura ed ho atteso serenamente che le indagini facessero il loro corso. Posso anticipare che sarà fatta chiarezza sull’intera vicenda, su chi ha trasmesso dati inesatti e su chi ha effettuato controlli superficiali al fine di comprendere se esiste un progetto doloso ordito in danno della mia persona».

L'inchiesta della procura di Nocera Inferiore contesta al resto dei consiglieri comunali l'ipotesi di reato di falso in atto pubblico per dichiarazioni mendaci rese al momento della firma per la proclamazione. Gli indagati, in tutto, sono 20. 

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