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Scafati, dipendente aggredita al Centro per l’Impiego: denuncia di Matrone

L'ex consigliere comunale: "Solidarietà ai lavoratori della struttura di San Pietro costretti a operare in trincea. Subito maggiori misure di sicurezza. La Provincia non aspetti che ci scappi il morto"

Un’altra dipendente è stata aggredita al Centro per l’Impiego di Scafati. Una donna, in compagnia della figlia, questa mattina si è avventata contro una delle responsabili della struttura delle frazione San Pietro, colpendola al volto. La denuncia arriva da Angelo Matrone da sempre vicino agli operatori, che svolgono il proprio ruolo in un clima instabile e precario. “Esprimo massima solidarietà nei confronti della dottoressa Lina Villano, questa mattina vittima di un’aggressione che definire vile è poco. Non posso fare altro che continuare a denunciare con forza lo stato d’animo con cui questi professionisti, quotidianamente, devono affrontare chi, per futili motivi, pensa di sfogare le proprie frustrazioni su dei professionisti validi”.

Matrone, già nei mesi scorsi, aveva denunciato la situazione in cui versa l’ufficio di proprietà dell’Ente Provincia. Dure le parole di Matrone:

“Torno a ribadire un concetto semplice: senza vigilantes o misure di sicurezza adeguate non si può andare avanti. Inoltre, voglio ricordare che dei 12 dipendenti iniziali adesso è in atto una sorta di ridimensionamento dell’ufficio della frazione di San Pietro, visto che nel settembre 2016 sono andati in pensione circa quattro impiegati e altri due sono stati trasferiti. Adesso la forza lavoro del Centro è di cinque dipendenti e un collaboratore disabile. Basti pensare che c’è un collaboratore disabile che dovrebbe rispondere solo al telefono, mentre invece fa anche le fotocopie. L’utenza, che non proviene solo da Scafati, ma anche da Angri,  San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Corbara e Sarno, si esaspera e si arriva a dover raccontare episodi come quello capitato alla dottoressa Villano. Bisogna trovare le risorse per avere un vigilantes, prima che ci scappi il morto. Il presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, si attivi immediatamente”.

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